Estratti dalla nuova bozza del codice PI

avv. gianluca navarrini avv.navarrini a TIN.IT
Dom 25 Gen 2004 21:01:00 CET


Andrea Monti wrote:
> e ora... fuoco alle polveri:)))

Ciao a tutti,
annoto in calce ad ogni articolo brevissime osservazioni a prima lettura.


> articolo 1
> Natura ed ambito dei diritti di proprietà industriale
[omissis]
>                        5.- Sono protetti, ricorrendone i presupposti,
> i segni distintivi diversi dal marchio registrato, quivi compresi i
> nomi a dominio aziendali, le indicazioni geografiche, le
> denominazioni di origine, le informazioni aziendali riservate.

La nozione di nome a dominio aziendale appare di immediata comprensione,
trattandosi di nome a dominio registrato ed utilizzato in funzione
commerciale (sicchè non vi rientra il nome a dominio registrato ed
utilizzato per uso personale).
Meno immediata è la percezione della nozione di "protezione", che l'art. 1
garantirebbe ai nomi a dominio aziendali, "ricorrendone i presupposti".
Fino ad oggi, infatti, la nutrita casistica giurisprudenziale ha chiaramente
manifestato che l'esigenza di tutela nasce non nell'assegnatario del nome a
dominio contro i terzi, ma nei terzi contro l'assegnatario. Non si
comprende, perciò, in quali ipotesi il nome a dominio aziendale dovrebbe
ricevere protezione. E, soprattutto, al ricorrere di quali presupposti...
In definitiva, quella in commento mi pare una norma abbastanza inutile. Ma
innocua.


> Articolo 22
> Unitarietà dei segni distintivi
>
>                        1.- E' vietato adottare come ditta,
> denominazione o ragione sociale, insegna e nome a dominio aziendale un
> segno uguale o simile all'altrui marchio se, a causa dell'identità o
> dell'affinità tra l'attività di impresa dei titolari di quei segni ed
> i prodotti o servizi per i quali il marchio è adottato, possa
> determinarsi un rischio di confusione per il pubblico che può
> consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni.
>
>                        2.- Il divieto di cui al comma 1 si estende
> all'adozione come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna e
> nome a dominio aziendale di un segno uguale o simile ad un marchio
> registrato per prodotti o servizi anche non affini, che goda nello
> Stato di rinomanza se l'uso del segno senza giusto motivo consente di
> trarre indebitamente vantaggio dal carattere distintivo o dalla
> rinomanza del marchio o reca pregiudizio agli stessi.


Questo articolo mi pare, invece, molto importante. Giacchè pone una netta
distinzione tra il regime dei nomi a dominio aziendali (cioè utilizzati per
scopi commerciali) e nomi a dominio non aziendali.
Soltanto i primi possono essere colpiti dall'azione inibitoria posta a
tutela del marchio.
Il che mi sembra, tutto sommato, giusto ed equo.
L'unica zona d'ombra che mi pare di intravedere riguarda la registrazione e
l'uso di un nome a dominio identico o simile ad un marchio per finalità non
commerciali, ma di critica o di controinformazione. A mio avviso essi, non
avendo natura aziendale, sono perfettamente leciti e meritevoli di tutela.


> Articolo 118
> Rivendica
[omissis]
>                        6.- Salva l'applicazione di ogni altra tutela,
> la registrazione di nome a dominio aziendale concessa in violazione
> dell'articolo 22 del presente codice o richiesta in mala fede, può
> essere, su domanda dell'avente diritto, revocata oppure a lui
> trasferita da parte dell'autorità di registrazione.

Come già detto, le esigenze di tutela non riguardano l'assegnatario del
nome, ma i terzi titolari di un diritto poziore ed incompatibile con quello
all'uso (commerciale) del dominio da parte dell'assegnatario.
L'art. 118, tuttavia, disciplina il caso in maniera che non esiterei a
definire anomala.
Tutto il resto dell'articolo, infatti, si riferisce all'azione giudiziaria
(di rivendica) ed agli effetti della sentenza passata in giudicato sulla
precedente, illegittima registrazione (del marchio o del brevetto).
Viceversa, la rivendica del nome a dominio sembra essere non di competenza
dell'Autorità giudiziaria, ma dell'Autorità di registrazione. La tutela da
giurisdizionale diventa non si sa cosa (amministrativa? non credo; privata?
peggio mi sento!).
Personalmente riformulerei il testo così:
"6.- Salva l'applicazione di ogni altra tutela, la registrazione di nome a
dominio aziendale concessa in violazione dell'articolo 22 del presente
codice o richiesta in mala fede, può essere, a scelta dell'avente diritto,
revocata oppure a lui trasferita dall'autorità di registrazione, a seguito
di sentenza passata in giudicato."



> Articolo 125
> Risarcimento del danno
[omissis]
> 3.- La sentenza o la decisione arbitrale che
> dichiara la illegittimità di una registrazione di nome a dominio ai
> sensi dell'articolo 22, se accerta altresì la mala fede del
> registrante, condanna quest'ultimo al pagamento a favore del soggetto
> i cui diritti sono stati lesi dall'illecita registrazione di una
> sanzione pecuniaria da fissare, valutata ogni circostanza, da un
> minimo di €
> 5.000,00 ad un massimo di € 25.000,00, salvo il risarcimento del
> maggior danno.

Si tratta di una scelta legislativa volta a dissuadere gli accaparratori di
nomi a dominio.
Tutto sommato è una disposizione equilibrata.


> Articolo 133
> Tutela cautelare dei nomi a dominio
>
>            1.- L'Autorità giudiziaria può disporre, in via cautelare,
> oltre all'inibitoria dell'uso del nome a dominio aziendale
> illegittimamente registrato, anche il suo trasferimento provvisorio,
> subordinandolo, se del caso, alla prestazione di idonea cauzione da
> parte del beneficiario del provvedimento.

Si lega perfettamente con l'art. 118, ultimo comma, così come io ritengo
andrebbe modificato.


Se la disciplina dei nomi a dominio fosse tutta qua... starei allegro!
Nulla di trascendentale.
Rimane a mio avviso, tuttavia, la questione preliminare della legittimità
costituzionale di una disciplina che - seppur molto ridotta rispetto alla
originaria stesura - resta comunque fuori dalla delega conferita dalle
Camere al Governo.

Cordialmente
Gianluca Navarrini

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Avv. Gianluca Navarrini
Dottore di Ricerca in Diritto Processuale Civile - Università di Napoli
"Federico II"
Studio Legale De Propris
00137 - Roma, via U. Ojetti, 79
Tel. 06.8276309 - Fax 06.8274445
avv.navarrini a tin.it
http://www.studiodepropris.it



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