Passo avanti? (era: Alcune osservazioni sulle nuove regole: Art. 15.5)

avv. gianluca navarrini avv.navarrini a TIN.IT
Ven 23 Lug 2004 10:22:49 CEST


Ciao a tutti.
Vedo con molto piacere che si ricomincia a discutere del merito dei
problemi!
Provo, allora, a dire anche la mia.

mntner a interazioni.it wrote:
[cut]
> Te ne faccio subito alcune:
>
> 1) visto che non esistono più limiti per associazioni e persone
> fisiche,
> che senso ha avere cinque LAR diverse?
> Perché una ditta deve indicarti l'iscrizione CCIAA quando ad altri
> basta indicare la partita IVA ed altri non la devono proprio indicare?
> La mia proposta è: una unica LAR per tutti, con al massimo la
> possibilità
> di indicare tipo di società, responsabile e partita iva oppure codice
> fiscale.

La proposta va nella direzione di un semplificazione eccellente ed
auspicabile.
Forse - laddove si volesse mantenere la LAR - occorrerebbe tracciare una
sola distinzione: LAR per consumatori (intendendo con tale dizione coloro
che agiscono al di fuori della loro attività professionale e/o commerciale)
e LAR per professionisti (tra cui si ricomprendono società commerciali,
imprenditori individuali, altri enti con o senza personalità giuridica,
liberi professionisti).
Ritengo che la distinzione possa risultare utile al fine di differenziare il
contenuto acessorio della LAR: ad esempio la clausola di determinazione del
foro competente per le controversie si presume vessatoria, laddove il foro
idividuato sia in località diversa da quella di residenza o di domicilio
elettivo del consumatore (art. 1469-ter, comma 3, n. 19, cc).


> 2) Abolizione delle LAR
> (alternativa alla precedente)
> Rendere sufficiente l'uso del solo modulo elettronico, eventualmente
> integrato da pochi altri dati indispensabili, e spostare sui provider
> eventuali responsabilità.

Nell'attuale situazione io non abolirei la LAR, ma la trasformerei da
documento cartaceo a documento informatico (mediante, appunto, un modulo
elettronico). Il problema della LAR "elettronica" è che - laddove essa
prevedesse, ad es., "pacta de foro prorogando" - l'approvazione della
"clausola vessatoria" dovrebbe essere fatta espressamente per iscritto (art.
1341 cc).
Ritengo che l'ostacolo sia facilmente superabile, giocando su due
circostanze:
1. l'apposizione di una firma elettronica determina il soddisfacimento del
requisito legale della forma scritta (art. 10, comma 2, DPR 445/2000);
2. gli iscritti alle CCIAA hanno oramai l'obbligo di trasmettere i documenti
rilevanti (bilanci e quant'altro) in forma elettronica, utilizzando
l'apposita smart-card certificata (la cosiddetta firma digitale).

Pertanto, la distinzione tracciata sopra tra LAR-consumatori e
LAR-professionisti avrebbe un duplice scopo:
a) fermo restando il contenuto essenziale della dichiarazione, delineare
diversi contenuti accessori;
b) consentire ai professionisti/imprenditori di evitare la trasmissione di
un pezzo di carta per posta o via fax, attraverso la forma equipollente
della trasmissione telematica di una LAR con firma elettronica.

Quando la firma elettronica/digitale sarà maggiormente diffusa, ritengo che
potrà procedersi all'abolizione definitiva della LAR cartacea (rectius: alla
sua sostituzione con una LAR "elettronica").

Resta poi sempre aperta la strada della soppressione della LAR. MA, a mio
modesto avviso, si dovrebbe radicalmente rivedere l'intero sistema dei
rapporti tra asseganatario del dominio, registro e MNT (sul punto, infatti,
non ritengo di poter condividere la lettura che del sistema attuale mi pare
desse Enzo Fogliani, che qualifica il rapporto MNT-RA come contratto a
favore di terzo, laddove il terzo sarebbe l'assegnatario).



[cut]
> 4) registrazione per più anni.
> Dare la possibilità di registrare un dominio per più anni, non solo
> per quello successivo, magari pagando il tutto anticipatamente.

Qui bisogna valutare soltanto la convenienza contabile/fiscale (sia per
l'acquirente, sia per il registro) di una simile operazione.


[cut]
> 6) visto che quando ho avuto problemi con la R.A. mi sono sentito dire
> (preciso: come consiglio amichevole e non intimidatorio) che se
> volevo fare causa dovevo ricordarmi che mi sarei trovato contro
> l'avvocatura di stato, perché non stabilire a chiare lettere che in
> quanto fornitore di servizi di tipo "industriale" e/o "privato", la
> R.A. non possa avvalersi
> dell'avvocatura di stato, ma debba rispondere come tutte le normali
> ditte? Perché non chiarire bene questo aspetto, a tutela dei provider
> e degli
> utenti finali?

'Sta cosa, però, andrebbe disposta con legge... Non certo con le regole di
naming!
Così come a me è sempre parso dubbio il rimedio contro eventuali illegittimi
rifiuti alla registrazione di un dominio. Il richiedente deve impugnare il
rifiuto dinanzi al TAR o può ricorrere al giudice civile?

Non voglio, almeno per ora, tornare alla carica con la oramai annosa
questione relativa al monopolio di fatto in cui la RA opera... tuttavia - in
difetto di "copertura normativa" di tale monopolio - non ritengo sarebbe
male inserire nelle regole di naming un espresso riferimento all'art. 2597
cc.

Cordialmente
Gianluca Navarrini



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