Passo avanti? (era: Alcune osservazioni sulle nuove regole: Art. 15.5)

avv. gianluca navarrini avv.navarrini a TIN.IT
Sab 24 Lug 2004 14:29:13 CEST


Control C wrote:
> GESTIONE ...
>
> La delegazione alla "gestione" dns di questo club prive' (ad
> associazione volontaria tramite l' accredito di id/password) e'
> fissata da rfc 1591 che assume la tabella iso 3166; il disimpegno
> della "regola" e' a mio avviso una questione irrevocabilemte interna
> del club proprio per la *responsabilita* della assegnazione in uso
> degli oggetti (con funzione di registro) del club.

Ciao Giorgio.
Replico brevemente (nei limiti delle mie capacità ;-) ) alla tua risposta.

A mio sommesso parere la gestione comporta il rispetto dei protocolli
tecnici, non l'imposizione di regole (tipo quella secondo la quale può
essere assegnatario di un dominio "it" solo chi risiede nella UE). Le regole
cui è soggetto il gestore può anche dettarle un soggetto terzo (è quello che
è accaduto in Italia finché ha funzionato il CE della NA).

> ... REGOLA ...
>
> *Per me* l'asse Uninfo -> Namig Authority ha sempre goduto di una
> delega normativa *debole* in quanto "estendeva" al dns i crediti che
> iso 6523 aveva precisamente fissato per x.400, x.500 ... senza
> liaison fra itu e internet. Ultimi tre capoversi di
> http://www.nic.it/NA/uninfo/tlc-01.txt


OK.


> ... VIGILANZA
>
> avv. gianluca navarrini wrote:
>
>> Ricordo a me stesso che l'art. 15 del detto codice pone sullo stesso
>> piano risorse di numerazione telefonica e nomi a dominio (comma 1).
>
> Comma 1 art. 15 recita:
>
> "Il Ministero [delle Comunicazioni, N.d.R.] controlla l'assegnazione
> di tutte le risorse nazionali di numerazione e la gestione del piano
> nazionale di numerazione, garantendo che a tutti i servizi di
> comunicazione elettronica accessibili al pubblico siano assegnati
> numeri e blocchi di numeri adeguati. Il Ministero, altresì, vigila
> sull' assegnazione dei nomi a dominio e indirizzamento."
>
> Gianluca, io non ho cambiato idea ...
> http://cctld.it/scenari/index.html wrote:
>
>> con tale delega di funzione vigilante al Ministero delle
>> Comunicazioni vengono annullate le condizioni politiche e formali di
>> un disegno di Fondazione a partecipazione governativa per la
>> gestione del Domain Name System.

Scusa Giorgio, ma non credo sia questo il punctum dolens. Su quanto dici a
proposito del disegno di fondazione siamo sostanzialmente d'accordo. Il
problema, a mio avviso, non è costituito dal comma 1 dell'art. 15 (che tu
riporti testualmente), ma dalla possibile (bada bene, solo *possibile*)
interpretazione della combinazione rubrica-comma1-comma2-comma6 dell'art.
15.

Provo a spiegarmi meglio.

Art. 15 - Numerazione, assegnazione dei nomi a dominio e indirizzamento.
1.  Il Ministero controlla l'assegnazione di tutte le risorse nazionali di
numerazione e la gestione del piano nazionale di numerazione, garantendo che
a tutti i servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico siano
assegnati numeri e blocchi di numeri adeguati. Il Ministero, altresì, vigila
sull'assegnazione dei nomi a dominio e indirizzamento.
2.  L'Autorità stabilisce il piano nazionale di numerazione e le procedure
di assegnazione della numerazione nel rispetto dei principi di obiettività,
trasparenza e non discriminazione, in modo da assicurare parità di
trattamento a tutti i fornitori dei servizi di comunicazione elettronica
accessibili al pubblico. In particolare, l'Autorità vigila affinché l'
operatore cui sia stato assegnato un blocco di numeri non discrimini altri
fornitori di servizi di comunicazione elettronica in relazione alle sequenze
di numeri da utilizzare per dare accesso ai loro servizi.
(omissis)
6.  Il Ministero e l'Autorità, al fine di assicurare interoperabilità
completa e globale dei servizi, operano in coordinamento con le
organizzazioni internazionali che assumono decisioni in tema di numerazione,
assegnazione di nomi a dominio e indirizzamento delle reti e dei servizi di
comunicazione elettronica.
(omissis)

1. La rubrica (cioè il titolo) dell'articolo (Numerazione, assegnazione dei
nomi a dominio e indirizzamento) stabilisce un rapporto di *equivalenza*
(funzionale?) tra risorse di numerazione e nomi a dominio.
2. Il comma 1 attribuisce al ministro compiti di vigilanza su tutte le dette
risorse.
3. Il comma 2 attribuisce all'AGCOM la potestà regolamentare sulle risorse
di numerazion (senza menzionare i nomi a dominio).
4. Il comma 6 attribuisce al ministro ed all'AGCOM - evidentemente, ciascuno
nella propria sfera di ocmpetenza - il potere di operare con le
organizzazioni internazionali che assumono decisioni in tema di numerazione,
assegnazione di nomi a dominio e indirizzamento delle reti e dei servizi di
comunicazione elettronica (ad es. ICANN).

Come può l'AGCOM (nella propria sfera di competenze) assicurare
l'interoperabilità completa e globale dei servizi, se non adottando (coma fa
per tutto il resto) regolamenti vincolanti?
Non è che il comma 2 dell'art. 15 indica una parte per il tutto
(tratterebbesi di sineddoche) e si limita a dire che l'AGCOM ha poteri
regolamentari per le risorse di numerazione, intendendo ricomprese in tali
risorse anche i numeri IP ed i nomi a dominio? (lex minus dixit quam voluit)
Non è del resto tracciata questa equivalenza (e, dunque, questa comunanza di
destino) tra numeri e nomi a dominio dalla rubrica, dal comma 1 e dal comma
6?

Ti dico francamente che preferirei che le regole di naming le facesse la RA,
piuttosto che vederle fare all'AGCOM (tra due mali scelgo il minore)! ;-)
Ciò nonostante non possiamo negare che l'art. 15 del codice sia
obiettivamente *ambiguo*; e che la sua redazione consenta più letture (tra
cui quella da me provocatoriamente illustrata).

Con la consueta cordialità (e con un'inconsueta e fastidiosa sudorazione)
;-)
Gianluca Navarrini



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