Il servizio - la grana - il potere - la gastronomia (replica a Zangheri)

Control C master a CHIARI.NET
Sab 13 Nov 2004 11:57:29 CET


Paolo Zangheri wrote:
>
> Cosa c'entra la politica in tutto questo ?

Ciao Paolo,

scusa il ritardo in replica: il PROBLEMA della fragile condizione un
Registro che e' un ufficio di un istituto di un cnr di un miur e' all'
ordine del giorno DA ANNI, per questione di una catena di comando, la
cui criticita' ha avuto due drammatiche ed obbiettive connotazioni negli
ultimi anni:

- il commissariamento (1999) della RA da parte dell' IIT, conseguito
allo impatto della prima liberalizzazione:

http://listserv.nic.it/cgi-bin/wa?A2=ind99&L=maintainers&O=A&P=4860

- il commissariamento (2002) dell' IIT  da parte della direzione CNR
(che era stata a sua volta commissariata dal Ministro Moratti ...)

http://web.urp.cnr.it/ente/ordinamento/2002/16416.htm

Ora, io do' per scontato che solo un infadiciottenne dal prepuzio ed
imene integro puo' seriamente pensare che una faccenda come Internet
possa vivere sull' Isola Che Non C' e' al di fuori di interazioni
politiche.

Non vale x la datata relazione fra ICANN & U.S. Department of Commerce,
e che la eroica banda WGIG dove e' entrato Vittorio cerchera' di sfilare
a favore dell' ONU, da quel che ci si potrebbe capire ...

Non vale in Italia (non e' valso, in fondo, nemmeno ai tempi del CNUCE).

Tutto cio' che si rappresenta per  l' internet e' la semplice necessita'
funzionale che  un processo fondato su protocolli tecnici sia gestito
per selezione delle competenze proprie di sistema; che le variabili
formali, di legge e di contratto, del business vedano partecipi incisivi
i soggetti imprenditoriali; che un modello di oggetti a basso costo
distribuito su una larghissima base di assegnatarii - preveda un
*fattore di autonomia* non inferiore alla qualita' del proprio
sostanziale AUTOFINANZIAMENTO.

Alla politica dovrebbe rimanere la sua costituzione piu' alta: vigilanza
sulle implicazioni sociali dell' internet e impegno strategico, tanto
per cominciare nella propria casa amministrativa (si parlava
recentemente di larga banda alta velocita' nelle scuole, mappa/chiave
del nostro territorio, piu' delle parrocchie, piu' delle stazioni dei
carabinieri ...). Altro che mettere il becco nel DNS.
In somma quello che dicono, da un approccio o dall' altro, anche uomini
di potere come Rodota' e Vigevano, ad esempio.

Per me un giorno o l' altro si potrebbe arrivare per l'  internet a
"fare come Valente" per le Reti della Ricerca - Gruppo di Armonizzazione
delle Risorse Internet

http://www.garr.it/consortium/garr-b-consortium.shtml
http://www.garr.it/direz/garr-b-direzione.shtml

Paolo, il problema SI'; la magica e perfettissima soluzione NO: l'
escatologico spinoff NON e' all' ordine di questo maledetto giorno 13
Novembre 2004.

Questo e' il mio franco parere: all' ordine del giorno c' e' il
quotidiana incremento delle interazioni fra il mondo internet e il
Registro che ha in mano RFC 1591 - il processo e' quello che abbiamo
deciso, e si chiama Commissione Regole; che tra l' altro sarebbe stato
meno impreciso continuare a chiamare proprio POLICY Board (il copyright
di questa rivendicazione semantica e' di Joy Marino).

> Proviamo a reinventarci un modello di ccTLD che sia efficiente (in grado
> di registrare un dominio in 20 minuti), efficace (leggi, che funzioni,
> offra assistenza 24/365 per chi ne ha bisogno) e indipendente da lacci e
> lacciuoli, orpelli e varie inutilitÓ.

Avro' la mia quota di torto e ragione ma protesto questa superficialita'
da chi e' intelligente: se anche tutti urlassero slogan a favore dei
.com, io non ci marcio in questo corteo; non rimanare centrati su rules
faticosamente condivise e' una banalita'; segar fuori dal sistema la
storia e la realta' della ricerca e' peggio di una banalita'; cambiare
sistema di relazioni proprio mentre wsis propone una pausa e' un
suicidio.
E la commovente storia del capitalismo italiano e' fatta di un
ricorrente destino per quelli che la menano contro i lacci e lacciuoli:
essere imbanditi - nel nostro caso - nella tavolata di telco e politici,
con una mela in bocca e una carota non mi ricordo piu' dove.

Giorgio
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