Sulla politica

P-Andrea Monti (Studio Monti) amonti a UNICH.IT
Mar 16 Nov 2004 15:05:08 CET


Il giorno 16/nov/04, alle 13:37, Luca Sambucci ha scritto:
> Alt.
> Qui mi tocca intervenire. Così come tu intervieni a ogni conferenza
> segnalando
> il problema del registro, io devo intervenire ogni volta che qualcuno
> millanta
> l'immobilismo del governo su questa faccenda. L'ho fatto altre volte,
> continuerò a farlo finché posso, per correggere le "voci di corridoio"
> e per
> fornire la versione dei fatti di chi è stato coinvolto in prima
> persona nella
> faccenda.
Luca, io non ho sentito voci di corridoio - anche perche' per abitudine
mi esprimo solo sulla base di fonti documentabili.
Personalmente non mi interessa "buttarla in politica".  Il ministero
delle comunicazioni non e' ne' il primo ne' sara' l'utlimo a
comportarsi come ha fatto (a proposito, vogliamo parlare del silenzio
del ministero - da tempo informato - sul problema "allegato 12 -
DM314/92, che rischia di mettere nelle pesti tutti i piccoli ISP?).

>
>
> Anni fa il governo è intervenuto su diretta richiesta degli
> interessati (la
> LIC, composta da alcune associazioni di categoria e dal registro) per
> fare da
> mediatore e risolvere l'impasse che si era creata (ricordi? bastava un
> Passigli qualsiasi per far tremare la Rete). L'occasione sarebbe stata
> buona
> anche per creare contatti formali fra il ministero e orgnizzazioni in
> rappresentanza della "base" di Internet. Nacque così il famoso "tavolo
> dei
> domini".

non mi pare che operatori, registro ecc. siano interlocutori politici,
ne' che un governo abbia bisogno di "essere chiamato in causa".  Se
c'e' un problema di interesse pubblico, il gov interviene, altrimenti,
no.


>
> Nessuno si è riempito la bocca con fondazioni, anzi ricordo che l'idea
> della
> fondazione venne proprio da esponenti della LIC.
Dovrei andare a rileggere le dichiarazioni pubbliche dei vari soggetti
coinvolti, ma credo proprio che tu ti stia sbagliando.


> Il ministero non ha fatto
> altro che raccogliere la proposta e cercare di darle un "vestito" di
> ufficialità. Sarebbe stato, in ultima analisi, l'unico modo per
> traghettare la
> NA dalla massa informe di tecnici che era (e che è rimasta) a
> un'organizzazione autorevole che decidesse le regole di naming.
Non mi risulta che un ministero sia un "bion samaritano".  Se ha
ritenuto di fare quanto (non) ha fatto, avra' avuto le sue convenienze.

>
> Certo, c'erano da fare alcuni sacrifici. Sacrifici che alla fine
> (anche a
> causa di una gestione non proprio trasparente da parte di alcuni
> partecipanti
> al "tavolo")
Visto che hai informazioni di prima mano: quali sono i nomi dei
soggetti responsabili di gestione non trasparente?
Sarebbe giusto conoscerli.
> Fatto sta che la soluzione partorita dal "tavolo"
> non venne accettata praticamente da nessuno, e invece di dare una
> risposta
> ufficiale al governo (del tipo "lo statuto non piace, proviamo a
> limarlo?") i
> partecipanti del tavolo proseguirono per conto loro, tutti più o meno
> indipendentemente.
... curioso, anche la legge Urbani e qualche altra cosina non sono
piaciute alla comunita', ma in questo caso il governo non si e'
preoccupato piu' di tanto.
>
> Quello che poi è successo lo sappiamo: la NA è stata castrata, il
> registro ha
> assunto al suo interno una commissione che fornisce pareri non
> vincolanti, e
> il governo vistosi con il "tavolo vuoto" ha preferito non compiere
> alcun atto
> di forza.
meglio: il registro si e' liberato della NA e il governo preferisce
mantenere i rapporti con se stesso (cioe' con il CNR che e' un ente
pubblico).

>
> Quindi, caro Andrea, la poca credibilità non va imputata al governo,
> non
> questa volta.
Torno a dire che non mi interessa la questione politico/partitica (in
altri campi si, ma non in questo).
>
> dalla volontà (mia e di Petrillo, diciamolo) di non iniziare un gioco
> al
> massacro. E ancora oggi cerchiamo, negli sporadici contatti che
> abbiamo con il
> registro, di proporre una "soluzione" fattibile e organica, che crei
... quindi il registro va avanti senza nemmeno un controllo
governativo, visto che  - come dici tu - i contatti sono "sporadici".
Se i contatti sono "sporadici" vuol dire che la gestione dei domini non
e' una priorita'.  Devo considerarla una posizione ufficiale delle
Comunicazioni??
>
>
> Tanto vi dovevo.

Non abbastanza, evidentemente.
a
>
> (*)
> E non so con quanta lungimiranza, BTW, perché ora che al mincom ci
> siamo
> Petrillo e io potremmo non piacere a qualcuno, potremmo rappresentare
> un'area
> politica che i più non condividono, ma almeno siamo gente "della Rete".

Luca, non mi sembra il caso di fare le vittime.  Nessuno - mi pare - ha
mai tirato fuori il problema delle appartenenze politiche.  Stiamo sui
fatti, e lasciamo la politica ai professionisti.



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