Pagare quanto per fare che cosa

Control C master a CHIARI.NET
Dom 9 Gen 2005 14:06:33 CET


Raimondo Bruschi wrote:

> il problema che solleva giorgio e' diverso, mi sembra orientato
> a voler segnalare che il costo non lo devono subire gli assegnatari,
> e del rapporto tra la trasversalita di MNT e le associazioni.

Il rapporto tra la trasversalita' di MNT e le associazioni lo
scannerizziamo una altra volta :-) , qui forse e' forse interessante
parlare di palcanche svanziche, pila, grana, dane'e - la merce di tutte
le merci di Marx & Shumpeter, quella roba che in se' vale grosso modo
come quello che c'e' scritto sui biglietti da visita - niente.

Per me e' cosa buona e giusta che la iscrizione e manutenzione dei nomi
a dominio costino "diverso da zero". Per 2 motivi: il primo e' che il
lavoro si paga, e il secondo e' la solita e rozza considerazione
politica: nel *caso Italia* se l' oggetto dns costasse "=0" - la filiera
che va' dal direttivo CNR ad un Ministero farebbe esattamente tutto e
quello che vuole del Registro.

Diverso da zero - ma quanto ? L' approccio che ti propongo qui ad una
riflessione e': diverso da zero - per fare che cosa - OLTRE a risolvere

autonomamente
:-)
costi
di servizio
e di impresa generali
di Registro

?

Non te la faccio lunga: quando si parla di network

a me interessa pagare
non per un servizio infallibile (che non esiste)
ma per una rete di interazioni, problem solving condiviso

Quando si parla di network io sono, per "programmare cose"
essenzialmente per "distribuire veramente la rete".

Ray,

se il mio ccTLD registro fa' un dvd su cos'e' il network, cos' e'
Internet, cosa sono gli rfc, cos'e' un domainname, cos' e' una account
PE ...

Se si supportano in varii formati corsi di formazione su server e client
di rete ...

Se si finanzia la istituzione di una scuola superiore di telematica ...

... io pago di piu'.

E di + ti dico, pago pure per le prestazioni di una simpatica squadra di
cucciole che mi rivoltino come guanti, con le arti che ritengono
opportune, quei 2000 ghost writers che, in politica ed economia,
preparano i rapporti per i loro capi - quelli che DECIDONO e LEGIFERANO
sulla rete - e che sono fuori rete ...

Sto facendo il plsnning ad inizio gennaio e pago anche se si corrompono
un po' di quei direttori editoriali di periodici che sbattono li'
regolarmente PAGINE di titoli di borsa in corpo 8, ma nessun ottavo di
colonna di statistiche sulla rete.

Ovviamente c'e' sempre qualche genio che crede che queste robe siano
"cultura" e che il "consenso" nasca sotto i cavoli e lo porti la
cicogna.
Cosi' come leggo interi articoli che riescono a parlare di tsunami senza
citare il digital divide - cosi' come la mamma dei furbi genera ancora
qualcuno che riiene che la "distribuzione della rete" si risolve e
identifichi nella "distribuzione degli oggetti" - ma se e' per questo mi
si dice che esistono ancora degli interisti.

Facciamola breve: io la pago, la costruzione del consenso - capirai cosa
mi frega se il mio vuvuvu' costa in radice 9 in vece di 4,5

Fatemi vedere i progetti e dimmi quanto.

Giorgio
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