Mozione Navarrini - Aggiornamento

Avv. Gianluca Navarrini avv.navarrini a TIN.IT
Lun 11 Lug 2005 14:11:49 CEST


Evitando di polemizzare ulteriormente, ho apportato (come, del resto, avevo
preannunciato) alcuni emendamenti alla mia mozione. Ho alleggerito il
"premesso che" ed ho aggiunto un capo al "delibera".

Cordiali saluti a tutti
Gianluca Navarrini


P.S.

Per coloro che vorranno continuare ad attaccarsi "ar fumo
della pippa" chiarisco che io non faccio lo storico, né mi interessa.

Pertanto lascio a chi si vorrà impegnare (sperando che non si tratti di
vili mistificatori), a chi c'era (sperando che non dormisse) ed a chi vanta
il possesso della Verità (sperando che sia davvero la Verità, sulla qual
cosa ritengo lecito fare pubblico esercizio di scetticismo) la
ricostruzione delle vicende che ci hanno condotti fin qui.

Constatiamo ogni giorno l'uso strumentale della storia che che si fa in
Italia: la storia viene scritta da perfetti incompetenti, ad uso e consumo
delle convenienze politiche. Non mi stupirei se le cattive abitudini
prendessero piede anche fuori dalla politica. E, del resto, visto quel che
è stato scritto - presumo dagli stessi che oggi, in base alla logica
dell'"io c'ero", affermano il contrario - in www.nic.it/NA/nastory.html,
non c'è da stare allegri.

Preciso ancora, a scanso di equivoci, che quel che ritengo essenziale (e
sostanzialmente immodificabile) della mia mozione è ciò che segue il
"considerato che", non ciò che lo precede (proprio perché quella parte
rappresenta la mia percezione dei fatti e non la legge divina).

Quanto alla stima, infine,... la diplomazia è una dota rara, ma affermare
di _stimare tutti_ (proprio tutti?) più che esercizio di diplomazia appare
una decisa virata verso l'ipocrisia. Quando poi una simile affermazione
assume la forma ed i toni di un richiamo all'ordine rivolto dal Maestro ;-)
all'alunno... bhé, la trovo semplicemente una cattiva ed inaccettabile
lezioncina di morale.


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     PREMESSO CHE

1) la Naming Authority italiana è l'associazione costituitasi il 2
ottobre 1998 tra gli appartenenti al preesistente gruppo Ita-pe, con lo
scopo di redigere ed aggiornare, attraverso il proprio Comitato Esecutivo
(CE), le regole di naming in base alle quali avrebbe operato la
Registration Authority (RA);

2) la distinzione dei due livelli - quello "normativo", incarnato dalla NA,
e quello "operativo", interpretato dalla RA - nella gestione del ccTLD "it"
si è retta per effetto dell'espressa previsione contenuta nelle condizioni
generali del contratto stipulato biennalmente dalla RA con i soggetti
abilitati a richiedere la registrazione dei nomi a dominio (maintainers),
previsione secondo la quale la RA ed i maintainers avrebbero operato sulla
base delle regole di naming poste dalla NA;

3) alla fine del 2002 la RA, del tutto inaspettatamente, ha presentato ai
maintainers il testo del nuovo contratto, nel quale è stato rimosso il
riferimento all'attività di redazione ed aggiornamento delle regole di
naming a cura della NA, sostituito dal richiamo alle regole di naming
"formulate o recepite" dalla stessa RA, con il non celato intento di
appropriarsi, a scapito della NA, del "livello normativo" del ccTLD "it";

4) a seguito dell'accettazione generalizzata delle nuove condizioni
generali di contratto da parte dei maintainers, il 1° gennaio 2003 sarebbe
(come in effetti è) venuto a mancare l'elemento contrattuale che scandiva
fino a dicembre 2002 i rapporti tra RA e NA e sarebbe venuta
definitivamente meno la potestà regolamentare esercitata fin là dalla NA;

5) tuttavia, alla fine di dicembre 2002, è intervenuto un Memorandum of
Understanding (MoU), formulato - sotto l’egida del Ministero delle
comunicazioni - di concerto tra RA e NA e ratificato dal CE della NA nella
riunione del 27 dicembre 2002;

6) il suddetto MoU - che pure ha formalmente confermato e rinnovato i
rapporti sin dall’inizio intercorsi tra la RA e la NA, in virtù dei quali
la prima esercitava l’attività di tenuta del registro dei nomi a dominio
sulla base delle regole di naming redatte ed aggiornate dalla seconda -
vedeva la NA in posizione ancillare rispetto alla RA ed era
espressamente approvato con funzione transitoria, limitatamente al periodo
definito dalla attuazione del contratto 2003 e fino alla eventuale
costituzione di altra struttura deputata alla tenuta del Registro e delle
regole, giacché nel dicembre 2002 appariva imminente il varo di una
Fondazione che avrebbe assorbito le funzioni sia della RA sia della NA,
conglobandole in un’unica struttura;

7) nel corso del 2003, a seguito di ulteriori intese corse tra RA, NA ed
esponenti del Ministero delle comunicazioni, si è pervenuti alla
sostituzione del MoU del 27 dicembre 2002, con un nuovo MoU, approvato dal
CE della NA il 27 ottobre 2003, con l’intento di accelerare i tempi di
ristrutturazione dell’architettura gestionale del registro dei nomi a
dominio sotto il ccTLD "it";

8) il MoU del 27 ottobre 2003 - contro il quale il presidente della NA non
ha eseritato il diritto di veto a lui spettante ex art. 17 dello statuto -
ha imposto alla stessa NA - al di fuori di qualsiasi previsione statutaria
- di eleggere, entro il 31 gennaio 2004, un Policy Board, che sarebbe stato
integrato nella struttura della RA, e per mezzo del quale, la medesima NA
sarebbe stata "l’organismo preposto alla formulazione delle regole di
naming e responsabile delle stesse";

9) con la delibera del 9 dicembre 2003, assunta dall'assemblea della NA,
l'operato del CE - ed in particolare l'approvazione del MoU del 27 ottobre
2003 - è stato ratificato (anche, come già si è detto, in difetto di
opposizione da parte del presidente della NA stessa) e si è proceduto alla
nomina dei membri del Policy Board, il quale tuttavia - in seguito ai
contrasti insorti (sia con la RA, sia all'interno della medesima NA) sulla
portata ed il significato del MoU del 27 ottobre 2003 e sulla struttura del
Policy Board - è stato messo in condizione di operare solo dal 6 febbraio 2004;

10) sin dalla sua prima riunione del 16 marzo 2004, infatti, il Policy
Board ha assunto la denominazione di Commissione Regole (CR), consacrata
nel regolamento interno approvato il 17 aprile 2004, il cui articolo 1
stabilisce - in aperto contrasto con quanto previsto dal MoU (ma in linea
con i desideri, mai celati, della RA) - che: "E' costituita presso
l’Istituto di Informatica e Telematica (IIT) del Consiglio Nazionale delle
Ricerche la Commissione per le regole e procedure tecniche del Registro del
ccTLD "it" (di seguito, per brevità, Commissione Regole). La Commissione
Regole è un organismo consultivo dello IIT-CNR per la struttura tecnica di
servizio denominata "Registrazione e gestione nomi a dominio (per brevità
Registro), già Registration Authority";

11) nella stessa riunione del 17 aprile la CR, su proposta del presidente
dell'IIT, prof. Franco Denoth, la composizione della stessa CR è stata
integrata con altri membri, scelti con il metodo della cooptazione e
nominati, a norma di regolamento, dallo stesso presidente dell'IIT;

     CONSIDERATO CHE

1) con il mutare nel 2002 del quadro contrattuale che lega la RA ai
maintainers, con l'approvazione del MoU del 27 dicembre 2002 e con
l'approvazione del successivo MoU del 27 ottobre 2003 e con la ratifica di
quest'ultimo da parte dell'assemblea della NA riunatasi il 9 dicembre 2003,
la NA è stata costretta ad abdicare alla prerogativa,
riconosciutale fino ad allora, di redigere ed aggiornare direttamente (per
mezzo del proprio CE) le regole di naming per il ccTLD "it",
volontariamente riconosciute dalla RA, dai maintainers e dagli assegnatari
dei nomi a dominio;

2) proprio in conseguenza della perdita della potestà
regolamentare, la NA, nella stessa assemblea del 9 dicembre 2003, non ha
dato luogo alla elezione di un nuovo CE, disponendo che "al  CE  uscente
(in prorogatio) resterà l’esclusivo compito di gestire l’amministrazione
della NA e di predisporre le proposte di modifica dello statuto, da
sottoporre alla prossima assemblea";

3) con la approvazione del regolamento costitutivo della CR è stato di
fatto reciso ogni legame tra la RA e la NA, nonché tra quest'ultima e la
stessa CR - oramai in tutto e per tutto integrata all'interno della
struttura dell'IIT - tanto che nel richiamato regolamento della CR si
menziona genericamente la Local Internet Community (LIC), senza mai
richiamare la NA (o il gruppo Ita-pe) e la sua (precedente) funzione di
ente regolatore;

4) successivamente e fino ad oggi, il presidente della NA ha convocato
altre due volte l'assemblea della NA - ma entrambe le assemblee sono andate
deserte, non avendo  raggiunto il necessario quorum costitutivo di un
quarto degli aventi diritto al voto -  ed il CE prorogato non ha assunto
alcuna iniziativa in ordine alle modifiche statutarie che avrebbe dovuto
predisporre in forza della delibera assembleare del 9 dicembre 2003, né ha
avviato altre iniziative;

5) dal gennaio 2004 ad oggi, pertanto, la NA è rimasta in uno stato di
ibernazione, ha rinunciato alla sua primigenia missione - quella di
redigere le regole di naming - e, anche per l'inattività dei suoi organi
amministrativi, non è stata in grado di mutare il proprio statuto,
dotandosi di nuove finalità.

Tutto ciò premesso e considerato, l'assemblea della NA prende atto della
sopravvenuta impossibilità di conseguire lo scopo associativo originario,
nonché dell'attuale impossibilità di procedere alle necessarie modifiche
dello statuto, con l'individuazione di nuove finalità associative e

DELIBERA

a) che vengano conservati, a futura memoria, gli archivi della Naming
Authority Italiana, attualmente presenti nel sito istituzionale
http://www.nic.it/NA/, chiedendo all'IIT di lasciare disponibile e
raggiungibile mediante un link il sito stesso tra la documentazione storica
delle questioni normative per i nomi a dominio sotto il ccTLD "it";

b) che continui a funzionare la lista di distribuzione ita-pe a nic.it, senza
soluzione di continuità rispetto a quanto avvenuta dal 1994 - allorché fu
attivato il gruppo di discussione - ad oggi, lasciando aperta ed
impregiudicata ogni decisione in merito agli scopi ed all'organizzazione
del medesimo gruppo di discussione, che sarà eventualmente assunta in
futuro dai suoi membri;

c) di rimettere agli Enti Conduttori il debito maturato in forza di quanto
previsto dall'art. 16.12 della versione 3.9 delle regole di naming;

d) che, in assenza di residuo fondo patrimoniale ed in difetto di altri
rapporti sostanziali e/o processuali pendenti, sia omessa qualsiasi
formalità di liquidazione dell'associazione non riconosciuta denominata
Naming Authority Italiana e non si dia luogo alla devoluzione di cui
all'articolo 31 del codice civile.

Infine, anche in considerazione di quanto disposto dall'art. 27 del codice
civile, l'assemblea della NA

     DICHIARA

l'estinzione dell'associazione non riconosciuta denominata "Naming
Authority Italiana", con sede legale in Ghezzano (Pisa), CAP 56010, via
Vittorio Alfieri 1, con effetto immediato e con la conseguente decadenza di
tutti gli organi in carica e la cessazione di ogni attività, disponendo che
il dott. Claudio Allocchio, già presidente e legale rappresentante della
detta associazione, voglia provvedere senza indugio, e comunque non oltre
la fine del corrente mese di luglio 2005, ad ogni eventuale formalità sia
necessaria per la definitiva cessazione di ogni attività.




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