NA e ITA-PE

Paolo Zangheri paolo.zangheri a ALTAIR.IT
Mer 15 Giu 2005 11:01:44 CEST


La tua è una possibile lettura dgli ultimi avvenimenti, ma temo non
corrisponsa alla realtà.
Nessuno ha tentato di appropriarsi di ITA-PE, ma alcuni delle persone
che di ITA-PE facevano parte, e che hanno fatto parte della sua naturale
trasformazione in NA, desiderano andare avanti,m continuare a fare e non
sopportano più l'immobilismo e l'ignavia in cui questa cosa giace da anni.

Sei scottato, come e più di molti di noi, per la vicenda della riforma
delle regole da te proposte a suo tempo, in cui il tenativo di regicidio
mediante abolizione della LAR non è andato a buon fine, e quindi è
diventato un reato da perseguire con la morte della NA. Ma da qui a
contestare il tentativo di andare avanti o oltre, leggendo il Manifesto
come un tentativo di usurpare non so quali diritti, a mio parere è
eccessivo.

Usiamo il rasoio di Occam e non sempre il randello, per favore.


Paolo Zangheri

Alessandro Nosenzo wrote:
> Signori c'e' qualcosa che non capisco.
> Da tempo per esplicita volonta' della NA la stessa sta lentamente chiudendo i battenti.
> Sono finite da anni le discussioni su argomenti tecnici che erano l'unico scopo della NA stessa e
> ci si e' affossati in noiose discussioni inconcludenti.
> Se il destino della NA e' quello di sciogliersi lo decidera' l'Assemblea, ma nel frattempo alcuni
> iscritti alla NA hanno tentato di appropriarsi della lista ITA-PE.
> Questo ultimo passaggio francamente mi lascia stupito anche perche' non comprendo davvero
> quale sia il vantaggio ad appropriarsi della lista ITA-PE quando in meno di 1 ora possono attivare
> un'altra lista dirottando le persone interessate.
> Come ho gia' detto in passato nella NA ci sono state e ci sono grandi professionalita' (basta
> guardare le regole che tuttora la RA utilizza per capire che non sono il frutto del lavoro di quattro
> studenti riuniti in assemblea). Tuttavia mentre molti si sono prodigati ad offrire gratuitamente la
> propria professionalita' (ciascuno per le proprie valide ragioni: notorieta', ambizione, spirito
> altruistico, noia, idee politiche ecc.) altri hanno semplicemente approfittato della situazione per un
> loro tornaconto personale.
> Cosi' mentre avvocati di fama distribuiscono i propri consigli legali gli argomenti tecnici-informatici
> sono trattati da pochi mentre i piu' tendono a trattarli in privato dietro compenso in denaro.
> Questo principio tipico della nostra cultura dove col denaro si compra qualsiasi cosa stride molto
> con i principi ispiratori di Internet e della stessa ITA-PE.
> Sono quindi stupito che chi vede la lotta allo spam piu' come un business che come un problema
> sociale da affrontare tutti insieme voglia a tutti i costi entrare a gestire la lista ITA-PE secondo le
> proprie convinzioni.
> Sono convito che sarebbe stato molto piu' utile confrontarci anche aspramente si argomenti
> tecnici o anche politici (tipo il numero dei nomi a dominio, il costo ecc.) ed e' ovvio che ciascuna
> parte avrebbe cercato di favorire il proprio schieramento (liberi pensatori, MNT, RA, Avvocati
> ecc.).
> Cercare di appropriarsi del nome di ITA-PE con mezzi piuttosto patetici come quelli usati (silenzio
> assenso) e' davvero tragico cosi' come la strenua ed altrettanto patetica difesa attuata con il solito
> metodo Italiano dell'alzare la voce (piu' si ha torto e piu' si alza la voce).
> Propongo quindi che la NA ponga in VENDITA il nome della lista ITA-PE cosi' che le persone non
> piu' interessate alle discussioni tecniche gratuite, possano fare la loro offerta per averla nelle
> proprie proprieta' personali e subito dopo stabilire le norme di ammissione anzi di esplulsione
> dalla lista di chiunque non sia simpatico o peggio abbia idee diverse dai proprietari della lista.
> Parafrasando un presentatore TV si faranno la domanda e si faranno dare la risposta che
> desiderano cosi' saranno perfettamente appagati anche se smetteranno inesorabilmente di
> crescere cosi' come ha smesso di crescere Internet in Italia sotto i colpi dello sfruttamento
> commerciale cui ha preso parte senza remore il CNR tramite la RA e quindi lo Stato Italiano
> soprattutto sotto la guida dei DS.
> Saluti.
>
>
> Alessandro Nosenzo
>
>



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