Manifesto: quali implicazioni

Alessandro Nosenzo ita-pe a NOSENZO.IT
Gio 16 Giu 2005 10:59:47 CEST


La mia testa non funziona perche' non riesco a capire:
- ITA-PE dovrebbe rimanere, dopo la NA, un luogo di incontro per scambio di idee e discussioni
su argomenti tecnici legali ecc. relativi ai nomi a dominio ed Internet in senso lato. Se questo e' lo
spirito che cosa e perche' si dovrebbe votare?
- Se ITA-PE non puo' decidere piu' nulla (ovvio che sia cosi' dopo la morte della NA - che ancora
non e' morta) perche' vi conferite il potere di assumere decisioni e addirittura estromettere membri
non attivi?
- a termini statutari e legali in genere un patto di sindacato come il manifesto potrebbe
rappresentare una forma lecita di associazione all'interno di ITA-PE la cosa che lascia perplessi e'
la votazione pubblica in seno ad un Assemblea di un patto di sindacato limitato ad un numero
minoritario di associati. In questo caso penso che sia assai meno lecito.
- Marco io ritengo di non sbagliare quando affermo che tu sia una delle persone piu' preparate in
assoluto a trattare i temi relativi ad Internet, e sono certo che da ogni tuo messaggio tecnico non
ci sia che da imparare: perche' allora non ci mettiamo a parlare di argomenti tecnici invece che di
un manifesti per stabilire come votare o come ammettere i membri in lista?
Penso che il lavoro dal punto di vista legale sia meglio lasciarlo fare ad altri e se questo deve
ritornare ad essere il luogo di discussione di argomenti tecnici interessanti poco ci importa che
abbia un riconoscimento legale.
Tanto per essere concreto abbiamo discusso in lista della Posta Elettronica Certificata ed
abbiamo visto quanto la logica legale sia lontana dalla logica tecnica. Rassegnamoci a non avere
il potere di influenzare la logica legale ma non rinunciamo a scambiare libere opinioni su questi
argomenti senza la necessita' di regole che ci rendano poi meno liberi.
Personalmente sposterei subito la lista ITA-PE su un server nel Regno Unito dove non c'e' scritto
nella Costituzione della liberta' di parola ma dove pero' esiste, e li continuare liberamente a
discutere su argomenti tecnici lasciando lo Stato Italiano, la RA, ed i MNT Italiani al loro destino.
Tanto piu' le posizioni della lista e questi soggetti divergeranno tanto piu' avremo fatto un buon
lavoro e magari chissa' un giorno qualcuno citera' la nostra lista e le nostre discussioni come
esempio da seguire.
Per fare questo a mio avviso non servono i manifesti, i fanatici, gli zorro a Bruxelles, i pignolini,
ma solo gente esperta e preparata come te che abbia voglia di condividere le proprie conoscenze
ed esperienze con gli altri per una crescita comune e non per soldi (che fortunatamente gia'
arrivano altrimenti).
Cosi' facendo sai gia' che verrai sfruttato, copiato e criticato, ma questo e' il destino delle persone
in gamba in Italia.
Saluti.


Alessandro Nosenzo


On 15 Jun 2005 at 14:21, Marco Negri wrote:
> Ho letto con grande interesse la discussione seguita
> alla mia mail che dichiarava "operativo" il manifesto.
> Confesso di aver trovato conferma della grande opinione che ho di
> questa lista. Infatti ho letto solo intereventi intelligenti e
> corretti. Confesso di aver dichiarato l'operativitÓ del manifesto in
> modo formalmente ineccepibile (leggere con attenzione senza
> interpretare) ma volutamente ambiguo. Infatti il dettaglio volutamente
> omesso era per chi fosse operativo il manifesto: ovviamente il
> manifesto Ŕ operativo per chi lo ha sottoscritto.
> Mi spiego meglio: la NA Ŕ una cosa ITA-PE un'altra: 39 persone
> all'interno di ITA-PE hanno deciso di darsi delle regole di convivenza
> ed un obbiettivo comune su cui lavorare. Il lavoro di queste 39
> persone (in aumento) si svolgerÓ all'interno della lista ITA-PE. La
> lista, ovviemente, non Ŕ di questi 39 ma questi 39 hanno pieno diritto
> di usarla come punto di incontro per le loro discussioni ed eventuali
> decisioni. Questi i fatti che mi appaiono corretti sia nella forma
> (rispetto assoluto dell'opt-in) che della sostanza.



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