il nuovo whois: bella cagata

Marco d'Itri md a XN--LZG.LINUX.IT
Lun 14 Mar 2005 14:09:10 CET


On Mar 13, Vittorio Bertola <vb a BERTOLA.EU.ORG> wrote:

> On Dom, 13 Marzo 2005 18:38, Marco d'Itri disse:
> >> Penso anche io che, a buon senso, mantenere una email di contatto
> >> tecnico per ogni dominio possa essere utile, se fosse quella del
> >> maintainer e non quella del registrant. Penso anche, personalmente, che
> > Il mio maintainer non ha nulla a che vedere con la gestione dei miei
> > domini.
> Posso capirlo, ma il sistema è tarato sul registrant medio... la figura
> del maintainer esiste proprio per gestire i problemi tecnici dei domini
> garantendo un livello minimo di competenza, altrimenti avremmo potuto
I maintainer esistono per semplificare il lavoro del registro, non come
interfaccia tra i propri clienti e il resto del mondo.

> E comunque, in un futuro Whois-non-su-porta-43, tu sarai libero di mettere
Quando CRISP diventerà "presente" ne riparleremo, per ora preferisco
concentrarmi sui problemi attuali invece che speculare su come potrebbe
funzionare un protocollo futuro.

> Io non sono andato a vedermeli tutti, ma la tua lista mi pare un po'
Io invece sì, e in tutti quei server whois ho trovato indirizzi di email
per i contatti tecnici e amministrativi dei domini che ho provato, cioè
una situazione radicalmente diversa da quella italiana.

> strana, considerando che ne contiene alcuni di cui so per certo che
> implementano le normative europee sulla privacy, consentendo ai registrant
> di eliminare almeno parzialmente i propri dati dalla porta 43. (Ad esempio
> .nl - vedi
> http://www.domain-registry.nl/sidn_english/flat/General/SIDN_and_privacy/index.html)
Che spero converrai non è la stessa cosa che nascondere
obbligatoriamente i dati di tutti.

> Io non sono un maintainer, ma anche ammesso e non concesso che il registro
> faccia comunque quello che gli pare, non credo che uno possa non
> presentarsi alla riunione annuale in cui vengono comunicate (se non
> discusse) le novità, non leggere newsletter e comunicazioni varie, e poi
> lamentarsi che non è stato informato. Ripeto, cerchiamo piuttosto di
> capire come rendere i canali di comunicazione più efficienti, da ambo le
> parti.
Nemmeno io sono un maintainer, però so che quelli che ho consultato sono
professionisti seri e attenti al proprio lavoro, che non meritano certo
il giudizio che ne dai. Continuo quindi a sostenere che la colpa sia del
Registro.

> > Per ora CRISP è solo vaporware, ne riparleremo quando sarà
> > effettivamente diffuso. Nel frattempo non esiste una alternativa
> > accettabile al vecchio whois.
> Accettabile per chi? Per un'altra categoria, gli utenti, non è accettabile
> avere i propri dati obbligatoriamente pubblicati alla mercè di tutti. A
> questo punto ci si trova e si discute di quale sia la soluzione che può
> funzionare meglio, ma non puoi pretendere che il tuo punto di vista sia
> l'unico valido.
Il fatto che tu sia l'unico membro di ITA-PE che stia difendendo la
decisione del Registro dovrebbe farti capire che non è solo una mia
fissazione. Noto anche il silenzio del resto della CR, ma visto che il
silenzio per loro è una condizione naturale non so come interpretarlo.
Sono contento che tu abbia citato la necessità di una discussione
aperta e diffusa, che è esattamente quello che è mancato.

> >> pretendere tout court che tutti i nostri dati (compresi quelli di chi
> >> tecnico non è) siano sparati su Internet e utilizzati senza pietà (la
> >> famosa "gogna elettronica" di Rodotà).
> > Queste sono cazzate...
>
> Sei libero di definire cazzate le leggi italiane in materia di privacy e
> le dichiarazioni del relativo Garante, ma sempre leggi restano. Ti
> consiglio anche di leggerti questo:
>
> http://europa.eu.int/comm/internal_market/privacy/docs/wpdocs/2003/wp76_it.pdf
Letto. Giustifica solo la possibilità da parte dei privati di
richiedere che i propri dati non siano pubblicati, che è una cosa che
personalmente mi sembra ragionevole e non c'entra niente con la
castrazione di whois operata dal Registro. Non confondere le acque
citando documenti a caso.
(E no, non mi riferivo alle leggi italiane ma alla tua interpretazione
fantasiosa della realtà.)

--
ciao,
Marco



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