il nuovo whois: bella cagata

Vittorio Bertola vb a BERTOLA.EU.ORG
Lun 14 Mar 2005 16:20:27 CET


Il giorno lun, 14-03-2005 alle 14:09 +0100, Marco d'Itri ha scritto:
> > Posso capirlo, ma il sistema è tarato sul registrant medio... la figura
> > del maintainer esiste proprio per gestire i problemi tecnici dei domini
> > garantendo un livello minimo di competenza, altrimenti avremmo potuto
> I maintainer esistono per semplificare il lavoro del registro, non come
> interfaccia tra i propri clienti e il resto del mondo.

Dipende da come vedi il ruolo del maintainer... se uno (come spesso
accade a privati o piccole aziende) ti vende insieme dominio, sito,
posta elettronica e connettività, diventa il tuo consulente di fatto

> > Io non sono andato a vedermeli tutti, ma la tua lista mi pare un po'
> Io invece sì, e in tutti quei server whois ho trovato indirizzi di email
> per i contatti tecnici e amministrativi dei domini che ho provato, cioè
> una situazione radicalmente diversa da quella italiana.

Guarda, per cambiare TLD, prova un po' questo (è l'omonimo di un mio
amico tedesco):

whois thomasroessler.de

Non riporto tutto, il punto è che del registrant (individuo) vengono
riportati solo nome e indirizzo fisico, mentre del tech-c (maintainer)
vengono riportate anche mail, numeri di telefono eccetera.

> > http://www.domain-registry.nl/sidn_english/flat/General/SIDN_and_privacy/index.html)
> Che spero converrai non è la stessa cosa che nascondere
> obbligatoriamente i dati di tutti.

La mia considerazione iniziale era soltanto che noi eravamo più o meno
gli unici ad essere rimasti alla situazione pre-1996. Gli altri hanno
preso le proprie decisioni, chi omettendo tutti o parte dei dati dalla
porta 43 su base sistematica (come noi, il .be, il .se, il .es), chi
dando la possibilità al registrant di scegliere di omettere i dati in
toto o almeno in parte.

Poi, anche secondo me questo passo intermedio non è il massimo; avrei
preferito giungere subito all'implementazione definitiva della
normativa, per cui sulla porta 43 puoi lasciare anche tutto, purchè tu
abbia il consenso esplicito dell'individuo. Tuttavia (stante anche che
tra finalizzare la policy, metterla in produzione e forse anche
riottenere il consenso scritto di un milione di registrant non
passeranno due giorni) capisco che il registro, nel dubbio, abbia scelto
di mettersi quanto prima il più possibile dalla parte della ragione per
evitare problemi.

> > Io non sono un maintainer, ma anche ammesso e non concesso che il registro
> > faccia comunque quello che gli pare, non credo che uno possa non
> > presentarsi alla riunione annuale in cui vengono comunicate (se non
> > discusse) le novità, non leggere newsletter e comunicazioni varie, e poi
> > lamentarsi che non è stato informato. Ripeto, cerchiamo piuttosto di
> > capire come rendere i canali di comunicazione più efficienti, da ambo le
> > parti.
> Nemmeno io sono un maintainer, però so che quelli che ho consultato sono
> professionisti seri e attenti al proprio lavoro, che non meritano certo
> il giudizio che ne dai. Continuo quindi a sostenere che la colpa sia del
> Registro.

Io continuo a sostenere, da terza parte, che una eventuale colpa stia
metà e metà... ma soprattutto che dovremmo concentrarci sulla soluzione.
(E non ho mai detto che le persone non siano serie, però ho detto che se
uno sceglie di non prestare attenzione alle comunicazioni non può poi
lamentarsi di non averle ricevute.)

> Il fatto che tu sia l'unico membro di ITA-PE che stia difendendo la
> decisione del Registro dovrebbe farti capire che non è solo una mia
> fissazione. Noto anche il silenzio del resto della CR, ma visto che il
> silenzio per loro è una condizione naturale non so come interpretarlo.
> Sono contento che tu abbia citato la necessità di una discussione
> aperta e diffusa, che è esattamente quello che è mancato.

Io penso che la CR dovrebbe avere periodi di pubblico commento sulle
bozze di risoluzione (almeno le più significative), come si usa nel
mondo. Capisco la preoccupazione dei maintainer in lista, mi spiace per
i problemi che oggettivamente possono essersi creati, credo che ci
sarebbe dovuto essere miglior preavviso... però siamo qui per parlarne.

> Letto. Giustifica solo la possibilità da parte dei privati di
> richiedere che i propri dati non siano pubblicati, che è una cosa che
> personalmente mi sembra ragionevole e non c'entra niente con la
> castrazione di whois operata dal Registro. Non confondere le acque
> citando documenti a caso.

Io stavo solo cercando di farti capire che l'eliminazione di dati dal
Whois non è un trip che è preso a qualcuno in quel di Pisa, ma un
preciso processo che va avanti da un po' in tutto il mondo.

Ciao,
--
vb.             [Vittorio Bertola - v.bertola [a] bertola.eu.org]<-----
http://bertola.eu.org/  <- Prima o poi...



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