il nuovo whois: bella cagata

Raimondo Bruschi raimondo a BRUSCHI.COM
Mar 15 Mar 2005 01:47:59 CET


At 00.32 14/03/2005 Monday +0100, you wrote:
>Mi auguro il messaggio cui rispondo sia solo dovuto a non comprensione
>del mio discorso, perche' altrimenti sarebbe un grave colpo per la
>credibilita' del mittente.
>Faccio un certo numero di esempi, per chi vuole capire;
>chi invece preferisce non capire puo' fare a meno di leggere, che non mi
>assumo responsabilita' per la sua salute psichica.

Se ti riferisci al sottoscritto , mittente del precedente,
evito di raccogliere quanto indichi
a ragione delle tue affermazioni in merito
alla registrabilita' dei marchi e dei domini
a favore di persone fisiche in danno di aziende
spero che un avvocato ti possa rispondere e chiarirti meglio le idee,
ti do il mio umile contributo da piscopatico e poco credibile !

Se invece ti riferisci ad altri mittenti stramente ti ho inteso male
e mi scuso di esser prevenuto in tal senso.

>Ditta "ROSSI S.P.A.":
>il marchio "ROSSI" e/o il dominio ROSSI.IT possono venire lecitamente
>registrati:
>-  dalla azienda
>-  dal Sig. Rossi, socio e fondatore dell'azienda

negativo non e' lecito pensare che un socio della azienda
registri un marchio a proprio beneficio
intendendo che parte degli investimenti che inevitabilmente l'azienda fara'
sia in termini di espressa pubblicita' che di promozione
e consolidamento del rapporto cliente fornitore
siano strettamente legati al nome e al logo e al dominio dell'azienda
il mondo e' pieno di aziende comprate e chiuse
per ottenerne il solo nome o logo in altri contesti produttivi.

>entrambi i comportamenti sono leciti. Ci sono solo differenze fiscali
>(il marchio potrebbe andare a bilancio nel caso di sua rivalutazione).

potrebbe ? e' spesso il solo valore aziendale
ci sono anche criteri fiscali che danno ragione
dello sviluppo, e per cui dell'ammortabilita',
delle spese promozionali indirizzate alla promozione istituzionali.

>Non e' lecito invece se il Sig. Bianchi, socio del Sig.Rossi, li
>registra a suo nome
>senza autorizzazione.

Non e' lecito che Bianchi registri a suo nome in danno di una azienda
con o senza alcuna liberatoria del socio, del CDA, e di cio' che preferisci.

Una azienda e' un soggetto giuridico,
che proprio in funzione delle sua non fisicita'
per cui incapacita' di difendersi e di tutelarsi autonomanente
(perdonami l'espressione)  di vivere di moto e iniziativa propria
e' ,ed ha, maggior ragione nei confronti di una persona
o di un socio o di un amministratore,
il diritto di godere maggior tutela  dai soggetti indicati.
Mai sentito parlare di creditori terzi, di dipendenti, di tasse, ecc.....
Sono soggetti che vengono tutelati o posti come privilegiati
in danno degli interessi propri dei soci in caso di fallimento
forse per qualche ragione a te un po astrusa.

>Potrebbe essere lecito se il Sig. Bianchi registra a nome dell'azienda ma
>mettendosi come admin-c, sempre autorizzato dal Sig. Rossi, oppure se ne
>e' l'amministratore unico.

Ma parliamo di marchi o di domini ?
Nel caso consideriamo i domini: un segno distintivo riconducibile ad un
marchio ?
Ed in ogni caso , intesta il dominio inteso come assegnazione o come solo
admin-c ?
Nel caso dell'admin-c chi gode della rappresentanza puo' delegare ma anche
revocarne la delega, senza nulla togliere alla assegnazione per cui al
diritto in uso aziendale.
mai sentito parlre di cambio admin-c senza cambio assegnatario ?

>Ma di questo al maintainer non puo' interessare; sono loro questioni.

Mica tanto...
l'MNT nell'accezzione propria sarebbe tenuto a verificare quanto,
ricordi quando dovevamo registrare con il CCIIA ,
diciamo che non e' obbligato,
ma non pu' far finta di non vedere o di chiedere
chi sia il rappresentante legale di quella azienda,
in ogni caso firmando al lettera di assunzione responsabilita'
si assume l'onere di autocertificare, se palesemente tu sai che e' falso
ne sei complice del misfatto in danno di creditori e terzi.

>Personalmente faccio spedire le LAR dal cliente e non entro nel merito
>dei loro rapporti societari. Posso dare delle consulenze a priori, posso
>sconsigliare comportamenti che giudico palesemente errati, ma in questo
>caso ...
>
>Ditta "ROSSIMARKET S.R.L." (o qualsiasi altro nome di fantasia)
>Il marchio "ROSSIMARKET" e/o il dominio "ROSSIMARKET.IT" possono
>venire lecitamente registrati:
>- dalla azienda

ovvio

>- dal sig. Rossi

chi e ? e' l'assegnatario ?
e' estraneo all'attivita'  ? che ragione ha di farlo ?
in che misura lo fa a danno della azienda ?

>- dal Sig. Bianchi, se e' lui l'ideatore del nome e non lo ha ceduto
>per iscritto alla azienda,

In ragione di un contratto ? che cosa c'entra ?
Questo caso e' regolamentato da un contratto tra le parti ,
di uso e/o beneficio oneroso, vincolante, gratuito , a vita ecc...
Che comunque in qualche modo sancisce il beneficio e l'onere
la fiscalizzazione o patrimonialita'. Configurandone precisamente
i diritti e i doveri, per cui in danno o diritto.

>pur facendo riferimento al cognome Rossi.

Cosa c'entra il nome del titolare o del maggiore socio

>Di questo posso giurarci, avendomi riguardato personalmente un caso del
>genere.

Fammi meglio capire di che caso stai parlando,
Visto che e' a te stesso capitato, dammi modo di ampliare
il mio ristretto bagaglio culturale,
con una tua esposizione casistica, illuminante in materia.

>E tanti altri casi ... capitano tutti a me?

Non sta a noi giudicare chi frequenti

>Tutto questo per dire che, nella maggioranza dei casi e' possibile la
>doppia scelta e, dopo la liberalizzazione dei domini registrabili da
>privati, vanno
>aumentando coloro che preferiscono registrare a nome proprio anziche' come
>azienda il dominio,

Anche dopo l'introduzione della possibilita di produzione domestica dei CD
scrivibili
vanno aumentando i casi di copia "di intere collezioni musicali"
e coloro che ritengono che questo modus operandi sia lecito e legittimo...

>valutando i pro e i contro da me citati in precedenza -

Sinceramente ci vedo solo contro
ma veramente gli suggerisci queste ardite soluzioni alternative come lecite ?

>a chi non succede e' perche' non informa propriamente l'utente della
>avvenuta liberalizzazione.

Cosa c'entra la liberalizzazione con quanto di cui sopra ?
La traduci nella possibilita' di fare danno alla azienda (soggetto giuridico)
nella assegnazione di un dominio o nella registrazione dei marchi

Spero , ma non confido, che qualche avvocato spenda il tempo
di darti migliore consulenza o conferma di quanto penso non
erroneamente ho cercato di spiegarti...

>v.v.
>
>Raimondo Bruschi wrote:
>
>>At 18.47 11/03/2005 Friday +0100, you wrote:
>>
>>>>Se escludiamo i privati "veri" e sfigati  (ma sono pochissimi; ormai
>>>>anche per i domini  aziendali  si tende a registrare
>>>>a nome del privato, come per i marchi: quando cedo l'azienda o litigo
>>>>coi soci etc. il nome del dominio [*] rimane a me),
>>
>>>Nel mio piccolo, ho gia' avuto a che fare con una decina di casi tra
>>>questi.
>>
>>
>>Ma approvi questo modus operandi ?
>>Non ho capito, siccome "alcuni" lo fanno e' lecito farlo ?
>>Anzi e pirla chi non lo fa !
>>
>>Detto cosi, fatto quasi alla luce del sole da parte dei frodati,
>>mi sembra un illecito pure facilmente perseguibile e contestabile
>>(le aziende o i soci nei confronti del furbo di turno)
>>
>>Ti assicuro che per quanto mi riguarda non ho un cliente che sia
>>comportato
>>cosi.
>>Per inciso eseguo per terzi da tempo le pratiche di registrazione
>>marchi on
>>line
>>(http://www.registrailtuodominio.it) dove non riscontro l'abitudine da te
>>indicata,
>>anche perche' non esistono presupposti per la registrazione da parte di
>>Rossi di NICIT (esempio)
>>
>>Ritengo che come MNT non sia auspicabile promuovere questi atteggiamenti
>>nella regsitrazione dei nomi a dominio,  a maggior ragione il whois il
>>piu'
>>trasparente e completo possibile, come in altri casi, e' uno strumento
>>valido. (con le opportune protezioni di download massivo non censurato).
>>



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