Commissione regole e privacy.

Enzo Fogliani fog a FOG.IT
Mar 15 Mar 2005 10:29:46 CET


Salve tutti!

    Mi sembra che la vicenda del nuovo whois riveli drammaticamente
l'inadeguatezza della composizione della commissione delle regole.e la
pessima scelta di escludere da essa i giuristi.

    Ma vi rendete conto? Una commissione che fa le regole che decide di
"andare a chiedere al Garante"!  Come dire, una giunta comunale non
capisce bene la legge, e va a chiedere lumi al presidente del senato!

    Siamo veramente caduti in basso. C'e' una legge, ci sono norme
italiane, comunitarie, etc., e la Commissione che dovrebbe fare le norme
per gestire il IV ccTLD del mondo non ha al suo interno neppure un
avvocato che possa dare un parere su una questione che, di per sè non ha
nulla di complicato.

    Se non fosse così deprimente, sarebbe anche divertente. Mi spiace
per Vittorio, che di fatto si trova nella scomoda posizione di
giustificare l'operato del Registro (visto che questi ed il resto della
Commissione sono del tutto latitanti, probabilmente a causa del segreto
di stato imposto sui lavori della commissione) cercando di riciclarsi
suo malgrado come giurista.

    Questa commissione mi ricorda un mio amico avvocato dei tempi del
DOS, fiero del suo nuovo PC e convinto di sapere tutto sull'informatica,
che dovendo poi concellare i file di un'intera directory aveva perso un
pomeriggio a cancellare uno per uno i tutti i file, non sapendo
dell'esistenza di un comando DEL *.*.

    Ma forse al Registro pensano che nei 5 anni necessari a laurearsi in
giurisprudenza e nei 2 anni di pratica obbligatori prima dell'esame di
stato gli avvocati non studino un materia vasta e complessa, ma passino
il tempo a correre a dietro alle farfalle.... Non si spiega altrimenti
come si ostinino a voler risolvere problemi giuridici senza averne la
competenza, con i risultati che vediamo.

    Così com'è (o com'era) fatto, il whois, seppur migliorabile, era del
tutto legale (e figuratevi se il garante non sarebbe intervenuto su un
database così visibile e così ampio, se fosse stato illegale!).

    Può ovviamente essere migliorato. Nella struttura e nella gestione
del whois devono essere bilanciati sia gli interessi dels ingolo alla
privacy, sia gli interessi della collettività alla trasparenza ed
all'individuabilità di chi provoca danni o lede diritti altrui su
Internet. E ciò non si ottiene con limiti quantitativi, ma con
interventi qualitativi.

    L'ultimo intervento sul whois qualitativamente mi sembra cambi ben poco.

    Ben altri dovrebbero essere gli interventi! Dal whois attuale, per
esempio, non si riesce a capire affatto chi sia il titolare del dominio.
Nel nostro ordinamento ci sono categorie giuridiche ben precise per
definire i soggetti. Per il registro esiste solo il campo "org" e le
persone fisiche. E nel campo org ci finisce di tutto; società, ditta
individuale, associazione, gruppo, marchio, etc.

    Non solo: l'admin-c nel caso di società non necessariamente ne è il
legale rappresentante, la cui indicazione - per il caso delle persone
giuridiche - sarebbe superflua nel data base.

    Come stupirsi allora se ci sono soci che registrano a proprio nome
il dominio della loro società, tecnici che non lo restituiscono al
datore di lavoro quando si licenziano o sono licenziati, e via dicendo?
Il whois attuale,  nel suo pressappochismo giuridico, sembra fatto
apposta per favorire questi comportamenti.

    Ma, come al solito, i problemi del mondo esterno e dell'utenza poco
interessano al registro. Basta semplicemente mandarli fuori dalla
stanza, chiudere la porta e non ascoltare le voci altrui. Tanto, la
onnipotente commissione ha la scienza infusa in ogni ramo della scibile
umano, diritto compreso.

    Saluti a tutti.

    Enzo Fogliani.


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