Iscitti alla NA

Elio Tondo tondo a NEBO.IT
Dom 1 Maggio 2005 12:43:27 CEST


From: Marco Negri

> Personalmente non sono della stessa opinione, penso che il modello vada
> ribaltato ossia passare dalla NA ove la lista era per la discussione e l'assemblea
> per la decisione (con tutte le conseguenze legate alla questione deleghe e
> rappresentanza) ad un modello ove si vota e si decide in lista (se vuoi con una
> bella votazione elettronica con certificati) e le eventuali assemblee o gruppi di
> lavoro servono solo per approfondimenti e discussioni ma non per le decisioni.
> La vera assemblea è la lista, l'incontro fisico comporta troppe limitazioni .....

Concordo pienamente. E almeno è un modello sostenibile, testabile sul campo, flessibile.

E poi, diciamocela tutta, che tanto siamo adulti e vaccinati: la NA è stata di fatto
"ingessata" per anni da incomprensioni tra partecipanti di estrazione troppo diversa,
ma soprattutto da una (di fatto) eccessiva importanza data letteralmente alla parola
Authority, con ricadute perniciose in termini di "appetiti" che purtroppo qualunque
parvenza di potere suscita in molti.
Personalmente mi sono iscritto subito dopo la liberalizzazione dei domini .it (era la
fine del 1999? non ricordo più, ormai); ero già maintainer (su piccolissima scala) da
qualche tempo, ma per mia ignoranza non sapevo che c'era un'entità chiamata NA che
decideva se e cosa e quanto si poteva registrare, e scoprii alla riunione annuale del
"Comitato dei contributori" che il giorno prima all'assemblea della NA si era decisa
quella sensazionale novità. E ricordo ancora Stefano Trumpy che diceva che a fronte di
quella liberalizzazione avevano previsto un aumento del 20-30% delle registrazioni,
quindi nessun problema; io mi guardai con aria perplessa con un mio amico e concittadino
maintainer seduto accanto a me, e poi lui dal giorno dopo iniziò a registrare circa 600
domini perché gli piacevano. Che cosa è successo dopo lo sappiamo tutti, e in fondo
parlarne qui è solo folklore, tanto per inquadrare il momento storico. Quello che conta
è che dopo aver scoperto che uno dei requisiti per iscriversi alla NA era essere
maintainer, chiesi l'iscrizione e da quel momento non ho mai smesso di partecipare.
Entrai, credo, al culmine di quella che definirei "l'era degli avvocati", che si erano
iscritti a frotte sull'onda dell'interesse per le procedure di risoluzione delle
contestazioni sull'assegnazione dei domini. Per carità, non ho niente di personale
contro questa stimata categoria di professionisti, ma ho sempre pensato che la
compresenza sulla stessa lista di tecnici puri, di rivenditori di servizi e di esperti
legali abbia di fatto reso impossibile un colloquio concreto su qualsiasi tipo di
contenuto. Quando scriveva un tecnico gli avvocati si lagnavano perché parlava in
tecnichese, quando scriveva un avvocato i tecnici si lagnavano perché parlava in
legalese, e di fatto era quasi sempre un colloquio fra sordi. Poi siamo passati
attraverso la fase della litigiosità, le accuse di "assemblea studentesca", i contrasti
con il registro, varie fasi di apatia, l'esautorazione, altra apatia, crisi di identità,
apatia, e poi questo inatteso e, per me, tanto promettente risveglio. Perché, a mio
modesto parere, di un oggetto come ITA-PE, ben funzionante, c'è davvero bisogno in Italia.
Io non sono riuscito finora a trovare un "luogo" dove parlare di Internet ad ampio spettro
con altre persone interessate e competenti. Ci ho provato con ISOC, sono stato anche socio
fondatore della sezione italiana, poi me ne sono andato a malincuore per dissenso sul
modello gestionale; mi sono iscritto a newglobal.it ma penso che mi cancellerò a breve
perché di fatto non ci ho trovato quasi niente relativo a Internet, e le poche volte che
sono intervenuto mi è stato detto che parlavo troppo tecnichese. Un posto dove parlare a
ruota libera di Internet, del suo sviluppo, ipotesi, prospettive, problemi, sogni, quello
che vi pare, serve, e serve davvero. E io non restringerei troppo i temi; lasciamo pure
come centrale il ccTLD, le questioni del DNS, quello che volete, ma che ci sia la
possibilità di parlare con chi è interessato di Internet in generale. Se sarà necessario
creiamo gruppi di lavoro, sottoliste, forum, quello che può servire per ottimizzare il
flusso delle informazioni, ma creiamo terreno fertile al libero scambio delle idee.
E non ditemi che per questo c'è già ISOC, per favore. Non è possibile che in Italia se
vuoi parlare di certi argomenti ti devi associare per forza a una certa associazione.
Un sano pluralismo può far solo bene allo scambio delle idee.

Per questo ho ripreso a scrivere in questi giorni, e come è intuibile mi trovate
schierato nettamente sulle posizioni dei tecnici "duri e puri", insofferenti a qualunque
sovrastruttura legata a presunte posizioni di potere o tradizioni del passato. Sono ancora
maintainer, ma praticamente di me stesso, quasi per hobby; mi diverto a smanettare con i
DNS e se posso mi piace farlo senza l'aiuto di nessuno; finché non verrà messo un canone
annuale sul mantenimento in attività del contratto maintainer mi terrò stretto il
giocattolino, se e quando il gioco non varrà più la candela passerò i miei domini su un
maintainer di mio gradimento e resterò solo intestatario di una manciata di domini .it.

Invito ancora una volta tutti a esprimersi sul questionario di Marco; è il solo modo per
conoscere la faccia vera dei partecipanti attivi a questa lista.

Ora massacratemi pure perché ho detto bestemmie, ho infangato la nobile storia della NA.
Fate pure, sono abituato a ben altro. E nel caso, /dev/null non si riempie mai...

Ciao
Elio



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