INTERNET: STANCA, “NO AL CONTROLLO DA PARTE DEI GOVERNI”

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Ven 6 Maggio 2005 17:51:58 CEST


(vediamo se  stavolta Stanca dice la verita' ...)*


INTERNET: STANCA, “NO AL CONTROLLO DA PARTE DEI GOVERNI” *

I Governi non devono entrare nel controllo di Internet che, invece, deve
essere lasciato ai privati. Questa la posizione che il Governo italiano
sta sostenendo in sede internazionale in vista del Vertice Mondiale
dell’Onu sulla Società dell’Informazione, in programma a Tunisi nel
prossimo novembre. E su questa posizione oggi si è registrato l’accordo
tra le forze politiche e sociali, ossia i rappresentanti della società
civile che il ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca,
ha riunito nell’ambito di una serie di consultazioni in atto in vista
del vertice tunisino. All’incontro hanno preso parte, per il Parlamento,
i senatori Fiorello Cortina e Vittorio Pessina, e i deputati Antonio
Palmieri e Paolo Gentiloni; dirigenti dei ministeri degli Affari Esteri
e delle Comunicazioni; l’ANCI; per le imprese Alberto Tripi, presidente
di Federcomin; la GARR-Rete Università e Ricerca; l’ISOC-Società di
Internet; il CNR e l’Associazione ONG.

“Nella governace di Internet dobbiamo lasciare spazio all’iniziativa
privata; i Governi non debbono controllare internet, perché il Web è un
grandissimo spazio di libertà e di democrazia. Si deve invece aumentare
la legittimizzazione internazionale degli organismi che gestiscono
internet e consentire ai Governi di intervenire solo quando è opportuno
non per controllare e gestire, come vorrebbero alcuni Stati, ma in
presenza problemi di natura politica che toccano l’interesse pubblico”,
ha detto Stanca.

Il ruolo dei Governi, ha precisato, “deve essere chiaramente delimitato
e riguardare: la possibilità di interventi sul funzionamento della Rete
solo nel caso che l’autoregolamentazione oggi in essere non funzionasse;
adottare misure per arginare le patologie connesse al cattivo uso della
Rete; facilitare lo sviluppo del mercato e aiutare lo sviluppo delle
tecnologie dell’informazione nei Paesi in Via di Sviluppo”.

Il ministro ha sottolineato che “oggi abbiamo registrato uno dei rari
casi in cui, al di là delle varie colorazione politiche, c’è accordo nel
proseguire lungo questa direttrice ed anzi è stato espresso
apprezzamento per quello che l’Italia ha fatto e sta facendo su questo
fronte in sede internazionale”.

Stanca non ha nascosto di essere “abbastanza ottimista che a Tunisi si
possa trovare un compromesso giusto, che non limiti la libertà di
Internet, ma che invece aiuti quei Paesi che vedono il Web come un
‘nemico’, perchè aumenta la libertà, a capire che li può portare su una
strada di maggior democrazia e di maggior sviluppo”.

Nel corso della riunione è stata apprezzata l’opera che l’Italia sta
conducendo a livello europeo per giungere a Tunisi con una posizione
unitaria, che medi tra le posizioni estreme, soprattutto quella francese
e quella inglese molto vicina alla posizione americana. “Su
sollecitazione italiana”, ha spiegato il ministro, “le posizione europee
si sono infatti ora fortemente avvicinate e all’ultima riunione dello
specifico gruppo di lavoro dell’ONU, l’UE ha presentato una
dichiarazione congiunta proprio sul tema dell’internazionalizzazione del
governo di Internet. L’UE a Tunisi potrà inoltre svolgere un importante
ruolo per la ricerca di un compromesso tra le posizioni degli USA,
legittimamente preoccupati di preservare le importanti caratteristiche
che hanno consentito il successo dello sviluppo di Internet, e le
altrettanto legittime richieste di molti Paesi di internazionalizzare la
gestione del Web e di darle, sotto l’egida dell’ONU, una legittimità
internazionale che oggi manca”.





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