Ridelegazione

Tuonome.it - Gianluca Pellegrini gianluca.pellegrini a TUONOME.IT
Lun 9 Maggio 2005 23:05:47 CEST


Salve,

Mi scuso se in un periodo di manifesti, campagne elettorali & C. mi permetto
di intervenire in questa lista su uno dei rarissimi post che accenna
concretamente a tematiche legate ai nomi a dominio.

"Paolo Zangheri" <paolo.zangheri a altair.it> wrote:
> Switch, per non fare nomi, deriverà da un ente accademico, ma è gestito
> come un'azienda svizzera,

Questo è vero, il nostro gruppo non solo con la branch italiana ha avuto ed
ha rapporti con Switch, e posso confermare sono proprio azienda svizzera,
fanno pure (per certi versi)  housing ... $$$ ;-)

Se fanno cioccolato o possiedono una Banca (quindi azienda svizzera DOC) non
mi è dato sapere.

> con cortesia ed efficienza.

Sulla cortesia non discuto il nostro staff per le registrazioni
internazionali ha avuto sempre un ottimo rapporto con lo staff di Switch,
cosi come con lo staff del Registro del ccTLD "it", ovviamente "la pratica
di un nome a dominio che nasce sotto la cattiva stella ..." (ad esempio un
recente Registrar Transfer .ch) può anche in casa ".ch" far fare qualche
giro di mail ed una telefonata in più, credo tutto sommato che questo
faccia parte del lavoro quotidiano del Registrar (o Maintainer come ci piace
chiamarli nel bel paese).

Per quanto concerne l'efficenza, beh .... per chi fà alti volumi direi che
la compilazione via web interface NON sia proprio il massimo dell'efficenza,
per contro l'attuale sistema email-template del Registro del ccTLD "it" non
è un sistema sicrono via socket, ma è sicuramente qualcosa di più funzionale
ed automatizzabile lato Registrar di un dialogo a suon di parsing via web
browser ... se invece le registrazioni si fanno a manina, allora me ne stò
zitto.

Ovviamente, io per primo, auspico che lo IIT/CNR vada nella direzione di una
sempre maggiore automazione delle procedure di registrazione per il ccTLD
"it", ma da questo a buttare, costantemente sempre e comunque, solo fango
sul lavoro altrui mi pare che c'è ne corra.

Sempre sul tema dell'efficienza  stamane via mail abbiamo ricevuto questo
annuncio da Switch ...

<cut>
Service interruption on Tuesday, 10 May, 5.00 am - 9.00 am.
Reason: server maintenance. Affected: registration services, search for
domain names (WHOIS service), e-mail reception.
</cut>

... come pensate che avrebbe reagito, la sempre pacata lista ITA-PE, avverso
il Registro del ccTLD "it" se questi avesse inviato la medesima
comunicazione ?? i toni sarebbero stati comprensivi ??


> addirittura (attenzione, argomento delicato in
> arrivo) quasi cancella i MNT,

ah si ... http://www.switch.ch/id/partner/FAQ_partner_e.pdf
ed io che sapevo che addirittura ci avevano richiesto un credit account
attivo (prepagato) ed un numero minimo (1000) di registrazioni tra ".ch" e
".li" ;-)

> permettendo un contatto diretto con il
> registro,

Questo è possibile anche in casa ".it"
http://www.nic.it/RA/reg-pm/NuoviContratti.html

> al tempo stesso permettendo agli operatori del settore di
> esistere,

Appunto, sottoscrivendo un contratto Registrar (Maintainer), proprio come
avviene per il ".it", anche se per il ".ch" si sottoscrive qualche
onere/dovere in più.

> non richiede un'assunziojni di responsabilità perchp la
> costituzione svizzera e i codici, civile e penale, affermano che tale
> reponsabilità non compete al registro. Certo, la cultura da cui proviene
> Switch è quella svizzera, dove tutti i cittadini hanno un fucile
> d'assalto in casa, ma non lo usano per rapinare banche perchè il
> regolamento militare non lo consente,

Il punto 2.1.3 del regolamento fa assumere all'assegnatario la
responsabilità di non violare i diritti di parti terze, poi c'è
l'accettazione della pubblicità dei propri dati nel servizio Whois etc...
L'accrocchio si accetta mediante la compilazione via web della richiesta di
registrazione (visto che purtroppo con Switch si registra così per il
momento), ma esserci c'è

> per cui nessuni si mette in testa
> di registrare il dominio nestle.ch a meno di non produrre cioccolato in
> quantità industriali.

Comunque per inciso non credo che la percentuale di dispute del ".ch" si
discosti di molto da quella del ".it"

Solo tramite WIPO nel 2004 e in questi primi mesi del 2005, al costo di
2000 CHF per ogni ricorso (l'importante è sempre "vederci bene" $$$
http://arbiter.wipo.int/domains/fees/cctlds/ch/index.html ) sono state fatte
queste procedure:

http://arbiter.wipo.int/domains/decisions/2004/dch0000-0199.html
http://arbiter.wipo.int/domains/decisions/2005/dch0000-0199.html


> Non è la parte statale che fa il danno, è l'inefficienza, la mancanza di
> cultura mercantile (nel senso migliore del termine), l'attenzione al
> prodotto e al cliente.

Se, il Registro del ccTLD "it" facesse pagare per una registrazione di un
nome a dominio circa 48.50 euro, come fa Switch (Registration costs CHF 75
in the first year), anziché 4,91 euro, qualche gadget in più per i "clienti"
potrebbe pure permetterselo ;-)
Ma non credo che questo sarebbe visto come un sinonimo di "attenzione al
cliente".

Switch è una struttura che gestisce un ccTLD ed ha i suoi pregi ed i suoi
difetti... alla quale IIT/CNR non credo che abbia ben poco da invidiare ...
tutto qui.

Scusandomi per la lunghezza del post, un cordiale saluto.

Gianluca Pellegrini



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