Manifesto 0.5

Eusebio Giandomenico e.giandomenico a GORGIA.IT
Mar 17 Maggio 2005 10:23:50 CEST


Alle 06:31, martedý 17 maggio 2005, Marco Negri ha scritto:
> Eusebio, onestamente non ti capisco. Leggo i tuoi interventi da anni
> Ŕ sei sempre "contro".

sono contrario alle cose fatte male, hai gli archivi a disposizione trovami
una cosa a cui mi sono opposto che poi e' risultata utile e non dannosa

> Credo di ricordare, se sbaglio perdonami, che eri contrario anni fa' ai
> "pilastri" che oggi difenti.
Ero contrario perche' certo che avrebbero portato al blocco di ita-pe,
comunque non li sto difendendo, sto dicendo che almeno erano solidi tant'e'
che stiamo facendo fatica a demolirli senza rimanere schiacciati dalle
macerie, il sottoscritto l'abrogazione dello statuto l'ha proposta nel 2001:

http://listserv.nic.it/cgi-bin/wa?A2=ind0109&L=ita-pe&F=&S=&P=15583
>>>  Le decisioni del Policy Board richiedono la presenza di almeno 6
>>>voti affermativi. Una decisione non puo' essere presa nel caso
>>>manchi il voto, o ci sia il veto, di uno dei membri permanenti.

>>Essendoci questo sistema di votazioni lo statuto della NA viene
>>abrogato e si torna al vecchio capitolo, aggiornandolo per quel che
>>riguarda la collocazione della NA,  e recuperando il sistema
>>dell'ampio consenso.

> Ci stiamo limitando a fare due
> cose:  1) Mettere nero su bianco gli scopi di ITA-PE, invariati dalla sua
> nascitÓ piu' di 10 anni fa.
<...>
> PerchŔ ? Io penso che la volontÓ ci sia e le condizioni anche. Si tratta di
> lavorarci con impegno.

allora aggiungiamo una riga: "Lo scopo si realizza attraverso:"
e lavoriamoci sopra.

> Sono pilastri solidissimi, che affondano le radici a prima di
> ITA-PE. Se vuoi la vera anomalia era il modello assembleare. Rifletti:
> internet-delega-assemblea o internet-voto diretto- partecipazione virtuale
l'anomalia era il modello basato sulla delega, il mio modello e'
partecipazione diretta-assemblea permanente virtuale, il che presuppone una
qualche debole firma quale ad esempio la conferma dell'invio che tu vuoi
abrogare e che a me basterebbe velocizzare.

> Il "rough consensus" Ŕ sempre valido, il voto serve, come Ŕ servito nella
> NA, per uscire da eventuali situazioni di stallo. Il consenso diffuso Ŕ e
> sempre sarÓ il modello d'elezione all'interno di un gruppo come ITA-PE.
> Semplicemente da solo non funziona, lo prevedeva anche lo statuto della NA.

Come emettera' i documenti ita-pe (li emettera?)? Quando ricorrere al voto
semplice? Quando al voto qualificato? Cosa accade alle posizioni di
minoranza?

> Esplicitamente non era riportato nemmeno nello statuto NA. Il consenso Ŕ
> una questione implicita della convivenza umana.

Leggo :"Ove non specificato esplicitamente in questo manifesto, le decisioni
del gruppo saranno prese con votazione semplice."
Dovrebbe essere :"Ove non specificato esplicitamente in questo manifesto, le
decisioni del gruppo saranno prese per ampio consenso."

> Ci sono migliaia di sistemi tecnicamente validi per gestire il pericolo che
> tu paventi. I 15gg di anticamera prima di essere membri votanti servono
> appunto a questo. Servono ad evitare che qualc'uno, anche senza trucchi,
> metta assieme 100 persone, le iscriva tutte assieme e voti al volo una
> modifica dello statuto.

Scegliamone uno e proviamo ad inserirlo nel regolamento ma la vedo dura, i
15gg di anticamera pospongono il problema di 15gg non lo risolvono, la
partecipazione all'Assemblea fisica almeno questo problema finora e lo ha
evitato.

> Qui non ti seguo: chi a detto che ITA-PE Ŕ la voce delle minoranze,
> pensavo, al contrario, che fosse una delle voci piu' importanti autorevoli
> ed ascoltate.
> Per un certo periodo ha avuto addirittura l'autoritÓ, adesso vorremmo
> salvare almeno l'autorevolezza.
> Poi non mi sembra che a nessuno sia mai stato impedito di intervenire.
> Ovviamente anche il nuovo statuto si esprime in tal senso.

 "intervenire" non implica automaticamente "essere ascoltati", i tecnici sono
una minoranza, gli utenti (assegnatari) - pur essendo la maggioranza - sono
trattati come minoranza, recuperare l'autorevolezza significa predisporre i
meccanismi necessari affinche' queste minoranze possano essere ascoltate e
non solo intervenire.
E comunque l'autorevolezza deriva - in parte - dai nostri archivi e dalla
nostra storia che nel manifesto non e' minimamente richiamata.

Ciao

Eusebio



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