Manifesto 0.5

Marco Negri marco a INET.IT
Mar 17 Maggio 2005 12:45:54 CEST


Enzo,
per comoditą ho accorpato le tue tre mail.

>>>- Gli esterni potranno scrivere alla lista (con conferma e/o moderazione)
>>m.n.: Su questo punto, entrato e uscito dalle bozze nelle varie versioni, personalmente sarei
>>per il no.
>>Mi spiego: se qualc'uno vuole contribuire lo puo' fare con due approcci:
>>1) Intervento estemporaneo che non richiede risposta. Chiunque del gruppo puo' inoltrare la mail.
>>2) Vuole partecipare alla discussione: ma allora se contribuisce e discute fa parte del gruppo. No?
> v.v.: Per un certo periodo, ita-pe veniva utilizzata dagli utenti come
> "ufficio informazioni".
> Se si vuole a mantenere questo "servizio", e se non possono scrivere alla lista, occorre creare un indirizzo
> di posta ad-hoc, e poi il coordinatore si ocupera' di inoltrare le
> questioni alla lista (oppure rispondergli picche se OT).?
Non vedo problema. Il coordinatore risolverą anche questo. Il coordinatore č, di fatto, il gestore
tecnico/amministrativo della lista. Non credo che sia questione da statuto.
>Sempre tornando al confronto tra le mie proposte
>e il manifesto 0.5, ne vorrei riprendere qualcuna:
>
> - l'owner e/o moderatore della lista e' sempre il coordinatore, suppongo?
Direi proprio di si. Nel manifesto non č scritto "papale papale" ma pensavo
che fosse abbastanza chiaro.

> - Chi fa da "portavoce" verso l'esterno? Sempre lui?
La questione č stata volutamente tralasciata in quanto un gruppo di lavoro non ha un vero e proprio
portavoice poichč non esprime posizioni politiche. Un gruppo di lavoro esprime il risultato del
proprio lavoro, la sintesi delle discussioni (incluse le opinioni di minoranza).
In questo contesto ove e quando servisse un portavoce il candidato naturale sarebbe il "relatore del
documento", l'autore del lavoro ecc. ecc.

>Accettazione/cancellazione iscritti:
>
 >- chi si iscrive alla lista comincia subito a partecipare alla discussione, per cui partecipa
>anche alla discussione sulla sua eventuale non accettazione; anzi,
>direi, DEVE partecipare o almeno dare un cenno di presenza, per assicurarsi  che tale votazione
>non sia fatta adhoc in un periodo di sua assenza  (art. 24  della costituzione italiana).
Ovvio.
Infatti lo statuto prevede che in quei 15gg sia membro non votante ma con tutti gli altri diritti doveri degli
altri membri. Primo fra tutti la ricezione ed invio di e-mail sulla e dalla lista.

>- cancellazione dalla lista: come sopra.
Come sopra.

>"Modalita' di decisione" e quorum.
>Innanzitutto, quando si scrive: "dura non (*) meno di 7 giorni e non
>piu' di 14."
>si intende come "durata a priori" oppure "durata effettiva"?
>
>Se lo intendiamo come "durata a priori" (cie' stabilita al momento della proposizione
>della votazione), il problema del quorum si risolverebbe cosi':
>aggiungendo "e in ogni caso non prima del raggiungimento del minimo
>necessario dei votanti"
>In teoria, una votazione puo' durare all'infinito, ovvero tutti i membri
>attivi sono obbligati a votare, se non ne sono impossibilitati. Cio' si riflette nel fatto
>che, se un membro di ita-pe non vota, non potra' piu' fare interventi in lista, altrimenti ammette
>di essere presente, quindi, perlomeno dovra' scrivere "mi astengo".
Scusa ma mi sembra che la fai piu' complicata di quanto sia.
Per esperienza in vari gruppi di lavoro, mailing list, newsgroup ecc. ecc. non sempre
succede (ed č utile) che una votazione si concluda con un si o un no.
A volte succede ed č utile che si concluda con un risultato nullo.
Mi spiego: a volte ci si perde a discutere del sesso degli angeli ed il gruppo si incarta.
Qualc'uno allora chiede un voto, dopo i 14 giorni statibiliti come massimo si sono
espressi, poniamo, in 5. Votazione nulla, argomento accantonato ed il lavoro prosegue.
Poi non č scritto in modo esplicito ma esiste il diritto di voto non il dovere di voto.
Il voto puo' essere favorevole, contrario, partecipe ma senza espressione precisa (quindi
fa quorum ma non risultato) ecc. ecc.

>Oppure occorre precisare, nella frase "un membro si disinteressi in modo palese all'attivitą del gruppo",
>cosa si intenda - nella NA era "non partecipa a 3 assemblee", qui
>potrebbe essere "non partecipa a 5 votazioni consecutive", "non partecipa alla
>discussione da un anno",
>etc.
Per le stesse considerazioni di prima sul voto non ho valuto mettere limiti precisi in statuto.
L'esempio semplice č quello di uno che si dedica anima e corpo ad un lavoro di ita-pe che
procede liscio come l'olio con il consenso di tutti e senza mai l'esigenza di una votazione.
Magari il lavoro procede per mesi e costui non partecipa, per seritą non per assenteismo,
alle altre discussioni ed eventuali votazioni .....
Propendo per la formulazione lasca del principio di disinteresse dai lavori del gruppo.

Ciao
    Marco

PS:
    Non sono certo di aver capito al 100% le questioni da te poste quindi č possibile che
    qualche risposta sia "fuori tema".
    Sorry



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