Re: MANIFESTO: Art. 1) Finalitą del gruppo

Antonio Ruggiero a.ruggiero a NETFLY.IT
Dom 22 Maggio 2005 09:40:17 CEST


Il giorno 22/mag/05, alle 08:29, Eusebio Giandomenico ha scritto:
> [Rev 1.0]
> Art. 1) Finalitą del gruppo
>
> ITA-PE č un gruppo di persone liberamente associate accomunate dalla
> competenza e dall'interesse per le questioni relative alla
> registrazione dei
> nomi a dominio nel ccTLD .it, dell'uso della posta elettronica in
> Italia e di
> tutte le questioni tecniche e regolamentari ad esse riconducibili.
> Scopo di questo gruppo č discutere ed approfondire le tematiche in
> oggetto,
> operando con il fine di aiutare lo sviluppo e l'uso di Internet in
> Italia.
> Il gruppo promuoverą anche il confronto e la discussione con altri
> gruppi e/o
> istituzioni interessate agli stessi argomenti.
> ------
>
> Personalmente accoglierei la proposta di inserire qualcosa del tipo "
> "a
> supporto delle collettivita'......" o "nell'interesse della stessa.." "
> Il risultato potrebbe essere:

Dal glossario del volontariato, alla voce Associazione leggo:
"Unione di piu' persone che operano per un fine comune, non di lucro."

Ora mi chiedo perche' ci si ostina a definirci "gruppo" quando quello
che ci proponiamo di fare di dovrebbe chiamare Associazione?
Io faccio parte di "gruppi" di persone di vario genere a seconda
dell'ora della mia giornata. La mattina faccio parte del gruppo dei
papa' che portato a scuola i figli, piu' tardi faccio parte del gruppo
che percorrono una certa strada per arrivare al lavoro, infine la sera
faccio
parte del gruppo che frequentano un certo bar, ma di tutta questa gente
a
cui mi ritrovo raggruppato, ignoro quasi sempre nome e cognone e non ho
con loro un obiettivo comune. Definire "gruppo" una cosa come ITA-PE
potrebbe essere riduttivo e non aiuterebbe ad instaurare quelle
connessioni
con le altre entita' con le quali pretendiamo di interagire.
L'ultima mail di Claudio Allocchio va proprio in quel senso, secondo me.

Il modello "Associazione NA - Lista ITA-PE" e' valido, e le due cose
sono
complementari l'una all'altra. Se ne togliete una delle due non regge
piu'.

Il progetto che si defila equivale a buttare via il bambino (NA) e
conservare
l'acqua sporca (ITA-PE), ma se proprio vogliamo continuare ad esistere
e fare
le cose che ci proponiamo di fare, cosa potremo sperare di essere senza
una
adeguata organizzazione? O vogliamo fare le Cassandre? Dire le cose in
epoche
non sospette solo per poi avere la soddisfazione di dire "Noi l'avevamo
detto!".

Saluti, Antonio Ruggiero.



Maggiori informazioni sulla lista ita-pe