3 quesiti a Rita e a Enzo

Enzo Fogliani fog a FOG.IT
Lun 7 Nov 2005 18:26:05 CET


Control C ha scritto:

>(...zip...)
>
>Il processo che io vedo e':
>
>1. La manleva viene iscritta con scrittura standard di assunzione di
>responsabilita' nel contratto Assegnatario~MNT e a favore del mnt ...
>
>2. ... che scrive in xml col miglior scrupolo :-) nel dBase i dati
>"autocertificati" dall' assegnatario ...
>
>3. ... e un Nome a Dominio del cui peso semantico solo l' assegnatario
>puo' "rispondere"  (la regola deve essere esplicita: il mnt e registro
>convalidano esclusivamente la correttezza sintattica)
>
>Rita, Enzo:
>
>QUESITO 1
>:::::::::
>
>Quali garanzie ulteriori, oltre al al "miglior sforzo", possono essere
>richieste al maintainer ?
>
Direi nessuna. Non e' una questione di garanzia, ma di configurazione
del rapporto.Se il rapporto giuridico e' instaurato correttamente, non
serve nessuna manleva, perche' le responsabilita' sono chiare e
stabilite dalla legge.

Se il maintainer e' mandatario dell'assegnatario, risponde - nei limiti
della diligenza del buon maintainer - della verifica dei dati
identificativi forniti dal suo cliente. Quindi:

- se registra un dominio ad un inesistente "Guido La Vespa"  di cui non
ha verificato l'identita', ne risponde in proprio, sia verso il registro
che presso terzi; infatti e' come se lo avesse registrato in proprio.

- se l'assegnatario gli ha fornito i dati giusti, ma lui maintainer
sbaglia a scriverli nel data base, ne risponde in proprio verso
l'assegnatario, per inadempimento al mandato. Se questa scrittura errata
fa dei danni a terzi, questi sono imputabili all'assegnatario, che pero'
poi puo' rivalersi nei confronti del maintainer.

- se l'assegnatario sceglie un nome di dominio che lede diritti altrui,
di tale lesione risponde direttamente l'assegnatario, in quanto il
maintainer ha agito in suo nome e per suo conto.

Attenzione:
questo vale per questioni di diritto civile. In diritto penale la cosa
e' diversa. Se viene compiuto un reato,  conta l'elemento psicologico
delle parti coinvolte. Non ci puo' essere alcuna manleva dalla
responsabilitÓ penale, che secondo la nostra costituzione e' personale
(art. 27 cost.).
Per esempio, se il maintainer registra un nome a dominio che di per se'
costituisce un reato (p. es.: vilipendio alle istituzioni), se cio' e'
immediatamente riconoscibile rispondera' anch'esso del reato, in quanto
ha contribuito a porlo in essere. Del reato rispondera' anche l'addetto
del registro che procede alle registrazione, se ed in quanto la
procedura non sia automatizzata. (Nota: risponde la persona, non il
Registro; il Registro rispondera' semmai  in via solidale per il
risarcimento del danno in sede civile).

>QUESITO 2
>:::::::::
>
>E' ancor vero che la "comunicazione" (estensione di: "la stampa") non
>puo' essere soggetta a preventive "autorizzazioni e censure" (e qui io
>comprendo ogni_contenuto  compresi i "titoli" e un "nome a dominio" di
>cui e' "autore" l' assegnatario - che solo ne risponde, ripeto,
>singolarmente, nel dettaglio, ad hoc, a fronte di contestazione
>specifica, davanti al giudice naturale di queste cose) ?
>
>
Mi sembra che l'assimilazione del nome a dominio alla stampa sia molto
forzata. La liberta' di stampa Ŕ connessa alla manifestazione del
pensiero, e francamente non mi sembra  che la scelta di un nome a
dominio sia tale. Il fatto che la scelta del nome a dominio non rientri
nella liberta' di stampa non significa pero' che possa/debba essere
sottoposto a preventiva autorizzazione/censura dal Registro o dal
maintainer. Ovviamente, per quanto detto sopra al punto 1 maintainer e
Registro hanno non solo il potere, ma il dovere di rifiutare la
registrazioen del dominio quando ritengano che cio' integri la
fattispecie di un reato penale.

>QUESITO 3
>:::::::::
>
>Non mi vergogno a chiederlo: e' ancor vero che la responsabilita' e'
>"individuale" ?
>
>
Certamente. In penale e' personale e non eludibile. In civile, puo'
essere affiancata rafforzata dalla responsabilita' solidale di altri
soggetti (vedi la responsabilita' del datore di lavoro per fatto del
dipendente, o del proprietario della vettura per fatto del conducente).
In civile i privati possono assumersi anche responsabilita' altrui,
mediante garanzie o manleve. Io personalmente non vedo di buon occhio le
manleve di carattere contrattuale, specie se imposte.  In una societa'
sana, chi fa' le cose deve anche prendersene le responsabilita'.

>Rita, Enzo: ancora in  http://www.nic.it/NA/verbali/na-981002.txt e'
>evidente la traccia di un pregiudizio di "missione" (in logica directory
>service, semantic web, sostanzialmente) a mio avviso inconferente a
>ruolo di registro.
>
>E forse tutti ci portiamo dietro la cultura e il fardello di una
>"responsabilita'", semplicemente, non propria...
>
>
Io penso che la LAR al momento abbia scopi identificativi
dell'assegnatario piuttosto che di scarico di responsabilita'.
L'assunzione di responsabilita' dell'assegnatario e' un residuo di
precedenti versioni in cui non si sapeva bene come funzionassero le
cose. Non mi risulta di fatto che questa assunzione di responsabilita'
sia mai stata azionata dal registro, per il semplice fatto che nelle
poche volte in cui il registro e' stato chiamato in causa, lo e' sempre
stato assieme all'assengnatario, che poi e' stato direttamente
condannato. Non mi risultano casi di condanna del Registro, e tanto meno
di condanna del registro e reiezione della domanda nei confronti
dell'assegnatario. (sui numeri Rita potrebbe essere piu' precisa). La
parte "assunzione di responsabilita'" nella LAR da parte
dell'assegnatario e' quindi del tutto superflua.

La LAR puo' avere invece oggi un senso, nel sistema attuale, per le
questioni di autorizzazione al trattamento dei dati personali. Lo
perderebbe se si adottasse il sistema sincrono o una configurazione
giuridica diversa, nella quale potrebbe essere contenuta in altri
strumenti anche non cartacei.

>Per me le REGOLE e le PROCEDURE si costruiscono sulla *normalita'* di un
>processo di sistema.
>
>
D'accordo.

>Ma questa e' teoria: non e' teoria che in QUESTO TEMPO che viviamo,  i
>numeri dell' internet di massa (e la latitudine e la lingua dei suoi
>cittadini) non consentono, non consentono piu', molto semplicemente, ad
>un registro country code, un "praticabile" esercizio di filtro
>semantico.
>
>Non
>Funziona.
>
>Ciao e grazie,
>Giorgio
>:::::::
>
>
Spero di aver risposto alle domande.

Ciao a tutti,

Enzo.


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Avv. prof. Enzo Fogliani, via Prisciano 42, 00136 Roma
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