cyber squatting certo per i domini EU scaduti/rifiutati

Alessandro Ranellucci a.ranellucci a PRIMAFILA.NET
Mer 5 Apr 2006 18:41:17 CEST


On 5-04-2006 at 16:40, maurizio codogno wrote:

 >- io trovo scritto "Domain names applied for during Sunrise for which
 >applications have expired or been rejected [...]" Non so come viene
 >fatta la decisione "richiesta accettata oppure no", né se esiste una
 >possibilità di appello, ma da qua non si evince certo quanto
 >tempo ci voglia prima di una decisione in merito né se gli errori
 >formali sono considerati o no (si parla di "documentary evidence" che
 >è un termine abbastanza generico)

Maurizio (intanto ciao!), per esperienza diretta ti posso dire che su
aspetti altamente formali e poco sostanziali sono molto pignoli e hanno
causato non pochi disagi a soggetti del tutto in buona fede e a mio
parere anche in regola. Approfittano dell'elevato costo delle procedure
di contestazione, per cui quasi nessuna delle parti lese di mia
conoscenza ha preferito tentare quella strada.
Per farti un esempio, EURid sta rifiutando quanto sancito dalla legge
italiana sui marchi in materia di retroattività.

 >- l'unica miglioria che io avrei fatto alla procedura è inventare per
 >questi nomi una lotteria: tra le richieste pervenute (e pagate :-) )
 >negli X giorni a partire dalla data di messa in circolo al mondo in
 >genere se ne sorteggia una.

Non mi piace: partecipi con dei prestanome e aumenti le tue probabilità.
Vuol dire trasformare il sunrise in un'ulteriore selvaggia fase di
accaparramento.

 >- se questi sono nomi "interessanti" per uno squatter, se n'è già
 >accorto comunque, e se non gli si dice quando il nome torna libero lui
 >continuerà tutti i giorni a fare una richiesta di registrazione.

Certo. Ma cosa significa, che visto che non si può estirpare il fenomeno
bisogna agevolarlo? Perché quindi pubblicare le liste? Secondo me i
domini devono tornare liberi una volta scaduti i 40 giorni previsti
dalle regole, né più ne meno: non si capisce davvero perché aspettare
generando ulteriori confusioni.

Aggiungi a tutto questo che in Italia c'è un'aggravante:
l'irresponsabile comportamento dell'Ufficio Marchi e Brevetti che ha
arbitrariamente e silenziosamente deciso di disattendere una propria
circolare. Ora ci ritroviamo tutti con decine di pratiche ferme, che
scadranno presso EURid, e che a giugno saranno preda per i
cybersquatter: davvero un bel risultato per chi, in totale buona fede,
voleva tutelare il proprio marchio seguendo le regole.

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Alessandro Ranellucci  (HOSTING CENTER)   <a.ranellucci a primafila.net>
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