Nuovo Regolamento approvato

Donato Molino donato a MOLINO.IT
Ven 30 Giu 2006 12:38:24 CEST


On Friday 30 June 2006, alle 11:23, Franco Bressan wrote:

> Per me il MNT non ha nessuna responsabilita'
> e non e' un giudice

Certamente non e' un giudicexi. Sulle eventuali responsabilita'
del MNT non spetta a noi giudicarle, ma appunto alla magistratura
ordinaria.

> se un cliente vuole registrare un dominio lo registri

Ok, ma NON e' il mio approccio professionale.
Stante l'attuale situazione dove e' previsto un mio comportamento
attivo per il compimento della procedura di registrazione, intendo
tener ben presente l'art. 1176 Codice civile.

Pertanto, ripeto, non posso sindacare se "xcxvxvxg" corrisponda
ad una marchio registrato o alla ragione sociale di un'azienda.

Ma davanti all'evidenza di certi fatti non intendo adoperarmi
attivamente.

Quando le cose cambieranno in favore di sistemi di registrazione
completamente automatici, il mio approccio sono convinto cambiera'.

Allego in calce nota contenente passaggi giurisprudenziali
in merito alla questione in discussione.


Donato

[1] Tribunale di Firenze - Ordinanza 7 giugno 2001, n. 3155
(Dada c. Novamarine)

"Invero, qualora, come nel caso de quo, il provider abbia assunto
l'obbligazione di provvedere alla registrazione del domain name, è
evidente che nessun tipo di responsabilità sarà configurabile al di
fuori dell'ipotesi di registrazione di un nome di dominio corrispondente
ad un marchio, di tale risonanza, da indurre necessariamente il
provider, secondo le normali regole di prudenza, ad astenersi
dall'eseguire la prestazione, essendo di immediata evidenza l'illecito
dell'utente finale.
Diversamente argomentando, come già osservato, si finirebbe con
l'addossare al provider il giudizio sulla liceità o meno della
registrazione del nome del dominio, e, dunque, tutta una serie di
valutazioni (ad esempio, circa eventuali eccezioni di nullità del
marchio, ecc.), che, sicuramente, non competono a tale soggetto; d'altra
parte, come ampiamente osservato dalla dottrina, la conclusione è
particolarmente adeguata al sistema italiano, considerato che nemmeno
l'Ufficio Italiano Marchi e Brevetti è in grado di verificare tutte le
priorità in materia di marchi registrati, onde è impensabile che un tale
compito possa essere affidato ad un provider.
Nel caso di specie, è evidente che il marchio violato, seppure fornito,
del requisito della notorietà, non è di risonanza tale da indurre a
ritenere che, secondo l'ordinaria diligenza, la Dada fosse in grado di
ritenere con sicurezza l'illiceità dell'attività di registrazione come
domain name, pertanto, al provider non può essere imputato alcun
comportamento tale da giustificare l'emissione del provvedimento
cautelare anche nei suoi confronti, provvedimento che, dunque, andrà
revocato per tale parte."



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