Nuovo Regolamento approvato

Franco Bressan franco.bressan a NLINE.IT
Ven 30 Giu 2006 16:17:30 CEST


At 12.38 30/06/06, you wrote:
il MNT e'  un'entita' che eroga dei servi internet dal punto di vista
tecnologico
e niente di piu'
per la registrazione di un dominio fornisce al cliente una lettera AR
predisposta dal nic non dal MNT
e che il cliente compila e invia al nic
quindi il MNT non ha responsabilita'

Non ritengo esatto quanto scritto nell'Ordinanza che ha riportato

[1] Tribunale di Firenze - Ordinanza 7 giugno 2001, n. 3155
(Dada c. Novamarine)

"Invero, qualora, come nel caso de quo, il provider abbia assunto
l'obbligazione di provvedere alla registrazione del domain name, Ŕ
evidente che nessun tipo di responsabilitÓ sarÓ configurabile al di
fuori dell'ipotesi di registrazione di un nome di dominio corrispondente
ad un marchio, di tale risonanza, da indurre necessariamente il
provider, secondo le normali regole di prudenza, ad astenersi
dall'eseguire la prestazione, essendo di immediata evidenza l'illecito
dell'utente finale.

L'affermazione :
............tipo di responsabilitÓ sarÓ configurabile al di fuori
dell'ipotesi di registrazione di un nome di dominio corrispondente ad un
marchio, di tale risonanza, da indurre necessariamente il  ..............

non ha senso, semplicemente perche' anche se il marchio e' di "tale risonanza"
per il MNT non e' immediato stabilire se il cliente che chiede la
registrazione del dominio
ha diritto a farlo, potrebbe anche lui avere un marchio di uguale nome
depositato
Non ci sono gli strumenti,  per il nome a dominio richiesto dal mio cliente
l'Ufficio Italiano Marchi non e' in grado di dirmi con certezza
quali  sono  i marchi depositati a livello nazionale comunitario eccetera
e in ogni caso non e' compito del MNT fare verifiche di questo tipo

Franco


>On Friday 30 June 2006, alle 11:23, Franco Bressan wrote:
>
> > Per me il MNT non ha nessuna responsabilita'
> > e non e' un giudice
>
>Certamente non e' un giudicexi. Sulle eventuali responsabilita'
>del MNT non spetta a noi giudicarle, ma appunto alla magistratura
>ordinaria.
>
> > se un cliente vuole registrare un dominio lo registri
>
>Ok, ma NON e' il mio approccio professionale.
>Stante l'attuale situazione dove e' previsto un mio comportamento
>attivo per il compimento della procedura di registrazione, intendo
>tener ben presente l'art. 1176 Codice civile.
>
>Pertanto, ripeto, non posso sindacare se "xcxvxvxg" corrisponda
>ad una marchio registrato o alla ragione sociale di un'azienda.
>
>Ma davanti all'evidenza di certi fatti non intendo adoperarmi
>attivamente.
>
>Quando le cose cambieranno in favore di sistemi di registrazione
>completamente automatici, il mio approccio sono convinto cambiera'.
>
>Allego in calce nota contenente passaggi giurisprudenziali
>in merito alla questione in discussione.
>
>
>Donato
>
>[1] Tribunale di Firenze - Ordinanza 7 giugno 2001, n. 3155
>(Dada c. Novamarine)
>
>"Invero, qualora, come nel caso de quo, il provider abbia assunto
>l'obbligazione di provvedere alla registrazione del domain name, Ŕ
>evidente che nessun tipo di responsabilitÓ sarÓ configurabile al di
>fuori dell'ipotesi di registrazione di un nome di dominio corrispondente
>ad un marchio, di tale risonanza, da indurre necessariamente il
>provider, secondo le normali regole di prudenza, ad astenersi
>dall'eseguire la prestazione, essendo di immediata evidenza l'illecito
>dell'utente finale.
>Diversamente argomentando, come giÓ osservato, si finirebbe con
>l'addossare al provider il giudizio sulla liceitÓ o meno della
>registrazione del nome del dominio, e, dunque, tutta una serie di
>valutazioni (ad esempio, circa eventuali eccezioni di nullitÓ del
>marchio, ecc.), che, sicuramente, non competono a tale soggetto; d'altra
>parte, come ampiamente osservato dalla dottrina, la conclusione Ŕ
>particolarmente adeguata al sistema italiano, considerato che nemmeno
>l'Ufficio Italiano Marchi e Brevetti Ŕ in grado di verificare tutte le
>prioritÓ in materia di marchi registrati, onde Ŕ impensabile che un tale
>compito possa essere affidato ad un provider.
>Nel caso di specie, Ŕ evidente che il marchio violato, seppure fornito,
>del requisito della notorietÓ, non Ŕ di risonanza tale da indurre a
>ritenere che, secondo l'ordinaria diligenza, la Dada fosse in grado di
>ritenere con sicurezza l'illiceitÓ dell'attivitÓ di registrazione come
>domain name, pertanto, al provider non pu˛ essere imputato alcun
>comportamento tale da giustificare l'emissione del provvedimento
>cautelare anche nei suoi confronti, provvedimento che, dunque, andrÓ
>revocato per tale parte."



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