[Ita-pe] R: CHIUSO PER RETTIFICA

Pierfranco Bini bini a dsmlab.it
Mar 16 Giu 2009 12:36:41 CEST


> se ti calunniano su un mezzo tradizionale la smentita o la rettifica anche
> se la mandi non e' detto che te la pubblichino,
vero, ma se ho capito bene (e non e' detto...) penso che la legge in qualche
maniera lo imponga, nel senso che se mi calunniano e poi non pubblicano la
smentita ci sono gli estremi per ricorrere al giudice e averne ragione (ok,
so che la giustizia non e' matematica, ma siamo nel campo delle ipotesi)

> se vuoi mandare una rettifica su un blog basta che posti un commento
> qui il rischio - quasi certezza - e' che si scateni un lawsquatting con
> raffiche di ingiunzioni e relative denunce (e pensa all'intasamento
> ulteriore dei nostri sistemi giudiziari).
vero di nuovo, ma il fatto che il nostro sistema giudiziario sia al collasso
non puo' determinare la rinuncia tout court al ricorso al giudice, qualora
ci siano gli estremi.

>
> Se introducessero in maniera esplicita che la norma non si applica ai siti
> che prevedono la possibilita' di rettificare autonomamente l'informazione
> con una semplice registrazione gratuita, gia' mi direi soddisfatto.
appunto, come scrivevo, si puo' discutere sui modi e questo, per esempio,
soddisferebbe anche me.

> Ma non sara' cosi' , perche?
Probabilmente perche' chi legifera non ci capisce gran che.
Pero' implicitamente riconosci anche tu che deve esistere una possibilita'
di rettifica, quindi il principio non e' sbagliato in se'.
A mio modestissimo avviso da qui al complotto liberticida ammazza-internet
ce ne passa ancora.
Se si facesse un uso mediamente civile della blog-sfera, questi discorsi
sarebbero pura accademia.
Non sara' che a qualcuno possa interessare utilizzare la velocissima
propagazione delle informazioni attraverso la rete per orientare qualche
idea nei confronti dei tanti che si informano solo con le prime 2 pagine di
google?





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